il vento che soffia, di Loredana De Vita

https://writingistestifying.com/2019/11/05/the-wind-blowing/

Ci sono giorni in cui il respiro violento del vento fuori dalla finestra sembra non turbare, ma accompagnare il bisogno interiore di urlare la propria solitudine.

Tu non riesci a urlare perché sai che c’è chi si spaventerebbe o non capirebbe o ti prenderebbe per matto, allora, il vento urla per te.

Urla il tuo dispiacere per l’indifferenza verso l’altro; urla la tua rabbia per la cecità di coloro che non si accorgono, né vogliono, di dove sta andando a finire la nostra umanità.

Tutto appare capovolto, proprio come gli oggetti trascinati e scossi dal vento. Tutto appare rotolare, proprio come gli oggetti sul balcone o per strada che, caduti, si agitano da una parte e dall’altra senza avere più meta. Tutto appare aggrapparsi, proprio come il celophan liberato nell’aria da qualche cassonetto non ancora svuotato che cerca di restare legato a qualcosa che possa dare un peso e un senso alla propria volatile inconsistenza: metafora di una bandiera senza più idee né popolo.

Che cosa accadrà quando il vento avrà placato la sua furia?

Ogni cosa giacerà lì dove è finita, in attesa che qualcuno possa ricomporre l’ordine abbandonato; molto spesso, però, mani dispettose e incuranti butteranno via ogni cosa spegnendo ogni possibilità di vita e di rinnovamento, distruggendo la storia, pronti a ricominciare da un nuovo che non è mai nuovo, ma che ripercorre gli stessi sentieri già calpestati e infruttuosi fino alla prossima tempesta di vento che, ancora e ancora, proverà a proclamare l’inutilità di tutto ciò che non ha consistenza né essenza, di tutto ciò che è effimero e fugace, di tutto ciò che è sporco e rotto, di tutto ciò che non ha inizio né fine: metafora di una società che si piega su se stessa e soffoca.

Chissà se la prossima volta qualcuno starà lì ad ascoltare quella storia. Per ora, tutto tace, solo il vento urla il suo e il mio dolore.