l’odio non è mai un caso, di Loredana De Vita

Hate is Never a Case

L’odio non è mai un caso, ma un subdolo modo di costruire falsi nemici allo scopo di ottenere privilegi e consensi che altrimenti non si sarebbe capaci di guadagnarsi. Odiare e propagare odio è più facile che impegnarsi a costruire relazioni di pace e di amore.

Infatti, forse per un bisogno primordiale di auto protezione, gli esseri umani sono facilmente indotti a pensare che l’altro possa rappresentare un pericolo e a divenire guardinghi nei suoi riguardi.

Comunque, il bisogno innato di difendersi ha poco a che vedere con l’istigazione all’odio poichè, se il primo può essere guidato e controllato e debellato grazie alla formazione e alla cultura, il secondo è senza limiti e si accresce anche mediante la mistificazione dell’odio in sé. Cioè, una volta che ci si è circondati di terrore per l’altro, nonostante questo non abbia ragione di esistere, è difficile uscire dall’ingranaggio della macchina produttrice di avversione, e, al tempo stesso, bisogna continuare ad aumentare l’odio, anche inventando nuove motivazioni, per poter giustificare la distruzione che si è praticata attorno a sé.
L’odio, quindi, diviene non solo un modo di essere, ma una ragione per esistere. Quando questo accade, si è arrivati all’apice della propria degenerazione ed è più difficile operare una marcia indietro.

Inoltre, poiché nessuno nasce cattivo e allo scopo di odiare, ma lo si diventa per scelta, sebbene alcune scelte possano essere condotte da esperienze negative, la maggior parte delle persone smettono di odiare in sé, ma, avendo conosciuto quanto sia più facile odiare che amare, spesso si abbandonano al potere dei più forti rinunciando a scelte personali e sposando quelle, deviate e negative, di coloro che non hanno voluto cogliere l’alternativa e decidere di essere migliori, ma si sono impossessati del potere attraverso la forza della persuasione che si fonda sulla creazione di falsi nemici e finti pericoli.

Questo genere di persona, trae vantaggio dalla debolezza dei succubi e usa qualsiasi mezzo affinchè essi restino tali. Sono, in realtà, persone molto deboli che, come ogni bullo, si gonfia sul silenzio e l’indifferenza di chi li circonda e non sulla forza delle proprie idee che sono alquanto vuote ed effimere e che si riducono a una sola parola: potere. Potere di fare cosa essi stessi non sanno, poiché oltre i fantocci terrificanti che sanno creare, non rimane altro delle loro idee.
L’odio non è mai un caso, ma è una scelta. Si può, però, anche scegliere di non odiare e sostituire l’odio con la conoscenza e il dialogo.

Una società che si fonda sulla paura e sull’odio, non è una «società», ma una dittatura che si nasconde dietro una presunta preoccupazione per l’altro, ma che, non conoscendo il bene che cosa sia, risulta essere solo un’impalcatura dalla quale controllare dall’alto in basso che tutto proceda per il proprio comodo, dalla quale è facile nascondere la verità.

Forse sarebbe ora di accorgersi che quella impalcatura fittizia si regge sulle spalle degli indifferenti e che basterebbe un piccolo scossone per farla precipitare e restiruire un senso di dignità a se stessi e alla società reale.