con ali di farfalla, a cura di Marco Alessandrini, Viadelvento edizioni, recensione di Daniela Domenici

Spero che la mia pittura si preservi senza screpolature. Vorrei arrivare di fronte ai giovani pittori del 2000 con ali di farfalla”, così scriveva il pittore francese Pierre Bonnard nel 1946 quasi ottantenne; e ancora “non si tratta di dipingere la vita. Si tratta di rendere viva la pittura…”.

Questo delizioso volumetto della casa editrice pistoiese Viadelvento, splendidamente curato da Marco Alessandrini, raccoglie alcuni pensieri sull’arte e sulla vita, che coprono un arco di tredici anni, di questo artista nato nel 1867 e morto nel 1947 lasciando incompiuta sul cavalletto l’opera “Il mandorlo fiorito”.

Dopo aver apprezzato questi pensieri senza sapere ancora niente sull’autore troviamo la perfetta postfazione del curatore dal titolo “una sola luminosa intensità” che ci porta, con competenza, “dentro” la pittura di Bonnard; colpiscono soprattutto i tre termini, come li definisce Alessandrini, per capire cosa il pittore “riporta in vita nel nostro sentire: colore, luce e memoria”. E i suoi dipinti ci conducono a scoprire cosa sia, secondo il curatore, il vivere “tradurre in immagini, presenti nella mente, il sentire percettivo inconscio là dove tocchiamo, nel colore e nella luce, l’apparire in un istante di emozioni e significati nelle cose e nel mondo, immediati e abbaglianti, vissuti e viventi”.

Dulcis in fundo, sono inserite al centro del volumetto, le immagini di venti delle tante opere di Bonnard, poste in ordine cronologico dal 1888 al 1925, che ci aiutano ad apprezzare l’uso della luce e del colore di questo straordinario pittore a cui è stata dedicata, un anno fa, una mostra alla Tate Modern a Londra.