Le comiche – scrittrici, attrici, perfomer, a cura di Paola Bono e Anna Maria Crispino, Iacobelli editore, recensione di Daniela Domenici

Ancora un saggio oltremodo interessante, nuovo, dettagliato e arricchente che contiene i contributi di tredici donne su “come le donne si siano prese il gusto di ridere” e ci forniscono un’ampia varietà di esempi focalizzando la loro attenzione sul sarcasmo e lo sberleffo, sulla satira e l’ironia, in una parola sul comico che per secoli è stato interdetto alle donne.

Come in una ogni silloge che si rispetti ci sono interventi più o meno attraenti sia per lo stile narrativo che per la tematica scelta ma la scelta di ogni recensora è assolutamente soggettiva, complimenti comunque a tutte le coautrici; hanno incontrato in particolare il mio gusto quelli di cui vado a parlarvi nello stesso ordine in cui appaiono nel libro.

Inizio da Monica Farnetti e il suo “Di riso piena, appunti sulla positività del sentire” nel quale l’autrice, che ruba il titolo a una lirica di Gaspara Stampa, sente la necessità di costruire, quasi ex novo, un vocabolario per nutrire uno spirito gioioso, per considerarlo fonte del pensiero e della creatività, per coltivare una saggezza gioconda che possa condurre a una “gaia scienza” del vivere; per far questo ci propone sette parole dietro ognuna delle quali c’è una pensatrice, eccole: letizia, allegria, risata, gioia, felicità, festa e ilarità.

Mi ha colpito per la sua originalità anche il contributo di Lia Giachero “We are not amused. Lo sguardo ironico di Virginia Woolf sulla società vittoriana”. Sono una docente d’inglese ed è stata una piacevole scoperta questa “passeggiata” tra alcune opere di Woolf per mettere in luce quanta ironia traspaia da alcune opere di questa romanziera e saggista la cui vita è stata costellata da crisi di follia e che si è conclusa con il suicidio; eppure sostiene Giachero che “quando si prende confidenza con le sue opere…si scopre invece che sapeva ridere e far ridere”.

Un altro contributo che mi è piaciuto è “Humoursex” di Maria Vittoria Vittori che afferma “è anche possibile constatare come in certe situazioni di vita reale e/o rappresentata l’umorismo e il riso, be lontani dal costituire una minaccia, possano addirittura facilitare e intensificare l’erotismo” e ce lo dimostra analizzando le opere di alcune autrici come Matilde Serao, Regina di Luanto, Rossana Campo, Carmen Covito e Silvana Grasso.

Il quarto contributo che ha incontrato il mio gradimento è quello di Marina Vitale “Tra riso e pianto, il difficile incontro con l’alterità” in cui l’autrice scrive di aver scelto “alcuni testi di autrici che hanno adottato la modalità comica per affrontare la posizione di marginalità e di esclusione delle donne dalla società”; e alcuni di questi testi sono “Herland” di Charlotte Perkins Gilman, “The femal man” di Joanna Russ, “My name is Salma” di Fadia Faqir e “Denti bianchi” di Zadie Smith.

Il penultimo contributo che mi ha colpito è “Costruisci la tua risata. La rivoluzione del web” di Monica Luongo che afferma che “il lavoro delle comiche – quello che si è affermato nei due decenni Ottanta e Novanta – ha trasformato il genere della comicità in comicità di genere…merito precipuo del medium usato, la televisione…ma dalla fine degli anni Novanta lo scenario della comicità femminile si trasforma ulteriormente” perché arriva “l’autoproduzione destinata al web” e il destino di un’artista può mutare nel tempo di un clic.

E l’ultimo contributo che ha incontrato il mio gradimento è “L’arte di non piangere” di Pat Carra, fumettista, e Laura Marzi, scrittrice, che hanno collaborato per molti anni al progetto collettivo “Aspirina rivista acetilsatirica” che è vissuta dal 1987 fino al 2018 quando un contenzioso con la Bayer, produttrice dell’omonima pillola, le ha costrette a cessare la pubblicazione.

Concludo con un paragrafo tratto dalla quarta di copertina che potrebbe essere un invito per tutte noi “ridere di gioia di contentezza, di sé, prima di tutto, ma anche di altri e altre o di situazioni apparentemente paradossali; ridere con eleganza, sottigliezza, malizia, cattiveria: con le parole, i gesti, il travestimento, il gioco dello scambio di generi – e con la gola, la bocca, gli occhi, il corpo tutto