Quattordici spine – la prima indagine dell’ispettore Traversa in Sicilia, di Rosario Russo, recensione di Daniela Domenici

Una splendida new entry nel mondo dei/lle giallisti/e italiani/e: Rosario Russo, siciliano di Acireale, ha immaginato questa storia, molto ben costruita, che ha per protagonista un ispettore, Luigi Traversa, trasferito dal Veneto, da Feltre per l’esattezza, ad Acireale (per un motivo che rimane segreto fino a metà narrazione) dove si trova subito a dover risolvere un caso alquanto difficile anzi, spinoso come un fico d’india. E grazie al suo intuito, alla sua caparbia pazienza e alla collaborazione con il commissario Lorefice riuscirà a togliere, una dopo l’altra, le spine alla serie di eventi luttuosi che si susseguono, senza un apparente filo logico, sconvolgendo la tranquilla vita della città etnea.

Davvero bravo Russo, al suo esordio come giallista, a creare una storia in cui trovano posto varie tematiche scottanti e perfetto l’escamotage di suddividere la narrazione in quattordici capitoli, tanti quanti sono i giorni che serviranno a Traversa per dipanare la matassa, alquanto intricata, di mandanti ed esecutori insospettabili; gli saranno d’aiuto anche le pagine di un grande autore siciliano come Sciascia.

Ottima anche l’idea di inserire frasi in dialetto siciliano (senza traduzione) per contestualizzare ulteriormente la vicenda in un’Acireale che diventa una splendida coprotagonista descritta con appassionata minuzia.

Aspettiamo la seconda indagine dell’ispettore Traversa che si è già profondamente innamorato della Sicilia…