accadde…oggi: nel 1552 nasce Lavinia Fontana, di Elisa Di Agostino

Scopri Lavinia Fontana: donna e pittrice alla corte dei papi

la vita di Lavinia Fontana è stata diversa e molto più movimentata rispetto alle altre donne della sua epoca. Nacque nel 1552 ed ereditò la passione per l’arte e la pittura da suo Padre Prospero, anch’egli pittore, e con una bottega tutta sua.

Crescere in una bottega di artisti aveva sicuramente i suoi vantaggi. La giovane venne infatti educata all’arte della pittura direttamente sul campo, ed ebbe la fortuna di entrare in contatto con altri importanti artisti della sua epoca.

Ma essere un’artista donna nel ‘500 non doveva essere affatto facile. Per questa ragione la sua carriera fu il frutto di scelte ben precise e quasi studiate a tavolino.

In che senso?

Lavinia Fontana si sposò con il mediocre pittore Paolo Zappi, nel 1577 e, nel contratto di matrimonio stipulato dal padre e dal suocero, venne inclusa una clausola che permetteva alla figlia di continuare la sua carriera di pittrice.

Il padre aveva sicuramente notato il suo talento e, fortunatamente, fece di tutto perché non andasse sprecato.

Lavinia Fontana era particolarmente dotata soprattutto per pittura, e molto apprezzata per i suoi bellissimi ritratti ricchi di particolari.

Dove lavorò principalmente?

Lavorò per commissioni molto importanti, tra cui alcune pale d’altare molto belle e, seppur non fosse ben vista, venne riconosciuto il suo talento quando il papa Gregorio XIII la chiamò a Roma per farla lavorare alla sua corte.

Pensa che a Roma si faceva a gara per essere ritratti dalla “pontificia pittrice”. Lavinia Fontana era richiestissima soprattutto dalle nobildonne che se la contendevano per essere immortalate o per far ritrarre i figli. I quadri di Lavinia Fontana vennero commissionati perfino da personalità di altissimo rango come il re Filippo II di Spagna, nobili, cardinali e vescovi importanti.

Ricordi quando ti ho detto di indovinare quanti figli avesse avuto?

Beh, non mancò di mettere al mondo la bellezza di 11 pargoli e, tra una gravidanza e l’altra, riuscì perfino ad aprire una bottega che gestiva con il marito (che in sostanza le faceva da manager).

Dove è morta?

Lavinia Fontana morì nel 1613 e venne sepolta a Santa Maria sopra Minerva, una chiesa che ci parla di donne straordinarie da secoli.

Se ti ha appassionato la storia di Lavinia Fontana continua a leggere qui sotto perché ora ti parlerò della sua arte.

lavinia fontana autoritratto

Ritratti e opere di Lavinia Fontana

Lavinia Fontana è stata una pittrice molto prolifica.

Nella sua vita dipinse soprattutto scene bibliche e ritratti, in particolar modo femminili. Inventò nuovi modi di rappresentare i bambini, raccontandoci pagine della loro vita privata, di un’infanzia di giochi con cani e gatti, che di solito la pittura non tratta.

Ma c’è anche un dettaglio abbastanza raccapricciante che sicuramente non conosci: Lavinia Fontana dipinse vari ritratti di bambini morti.

Non te lo aspettavi, vero?

La cosa però non deve stupirti perché all’epoca era raro che venissero fatti ritratti dei bambini perché poi sarebbero cresciuti e cambiati. Quando però si moriva prematuramente, si commissionava un ritratto del piccolo defunto per conservarne il ricordo.

É il caso, ad esempio, della piccola Antonia Ghini, morta di vaiolo.

Una delle opere più famose di Lavinia Fontana è tuttavia una rappresentazione di donna. Questo dipinto si trova presso i depositi della Galleria Borghese e rappresenta Minerva nell’atto di abbigliarsi.

Perché è importante?

Minerva è rappresentata molto raramente nuda, ma la scelta di questo tema non è casuale perché probabilmente si trattava di un tributo all’intelligenza della donna raffigurata. Oggi rappresentare l’intelligenza con un nudo potrebbe far sorridere ma all’epoca alla nudità veniva associata l’idea di purezza e sacralità.

Uno splendido esempio di questo concetto lo puoi trovare in “Amor Sacro e Amor Profano” di Tiziano. Il dipinto si trova alla galleria borghese a Roma e, al contrario di quello che potresti pensare, l’amor sacro è rappresentato proprio nelle sembianze della donna nuda.

lavinia fontana minerva nuda

La Bella, la Bestia e Lavinia Fontana

Ti può sembrare strano ma Lavinia Fontana è indirettamente legata alla favola della Bella e la Bestia.

Lo so, è bizzarro ma la storia è questa.

Alla corte del re di Francia Enrico II era stato portato un ragazzo con il corpo ed il volto completamente ricoperto di peli. Oggi qualsiasi medico saprebbe riconoscere un caso di ipertricosi, la malattia che causa la crescita di peluria sopra la norma in tutto il corpo, ma all’epoca non era la cosa fece scalpore.

Ovviamente il ragazzo divenne subito un’attrazione e fu fatto studiare dal re anche se veniva considerato un selvaggio. Gli fu poi data una moglie da cui nacquero molti figli, alcuni con la stessa malattia genetica del padre, altri senza.

Alcuni ritengono che alla storia di Pietro Gonzales, il selvaggio peloso, sia da ricondurre l’origine della fiaba della Bella e la Bestia, che si diffuse in varie versioni tra la fine del ‘500 e gli inizi del ‘600.

Ma cosa c’entra questa storia con Lavinia Fontana?

Ebbene, se conosciamo il volto di Antonietta, una delle figlie di Pietro Gonzales, lo dobbiamo proprio al ritratto che Lavinia Fontana fece della bambina nel periodo in cui si trovava a Bologna.

Lo puoi osservare qui sotto.

antonietta gonsalvus lavinia fontana

Storie di pittrici dimenticate

La cosa più sconvolgente della storia di Lavinia Fontana è che la sua arte si conosce molto poco, così come quella di altre pittrici donne.