Mary Cartwright, una matematica alla Royal Society, di Serena Fabbrini

Mary Cartwright. Una matematica alla Royal Society

«Se i dettagli sono a posto, tutto il resto segue di conseguenza». Mary Cartwright lo diceva spesso ai suoi studenti, quando era Direttrice del Girton College all’Università di Cambridge. In tanti ricordano ancora la sua cura per i piccoli particolari, sia che si trattasse di un corso universitario o di un problema matematico.

E se pensiamo che Mary Cartwright è stata una delle prime matematiche, se non la prima in assoluto, a studiare quello che sarebbe poi diventata nota come la teoria del caos, viene da sorridere a immaginarla intenta a trovare ordine nello “stato di disordine”.

Books for brain e forme con cui giocare

Mary Cartwright nacque il 17 dicembre 1900 ad Aynho, un paese del Northampershire, in Inghilterra. Nella sua ascendenza troviamo illustri antenati tra cui John Theophilius Desaguiliers, che fu assistente di Isaac Newton e il poeta John Donne, noto per il suo sermone Nessun uomo è un’isola reso ancor più celebre da Thomas Merton ed Ernest Hemingway.

Mary visse ad Aynho insieme al padre, vicario della parrocchia locale, la madre e i suoi quattro fratelli fino al 1926, anno di morte del padre. Nella sua prima infanzia ricevette un’istruzione domestica ma appena ne aveva l’occasione seguiva i suoi fratelli maggiori nella scuola di paese. Mary ricevette però dai genitori molti libri e forme geometriche con cui giocare, tra cui la serie Books for brain che ricorderà come la sua prima palestra mentale.

A 11 anni lasciò Aynho per andare prima alla Leamington School, dove ricevette una prima infarinatura di geometria euclidea, poi nel 1916 i genitori la iscrissero alla scuola femminile Godolphin, a Salisbury. Alla Godolphin Mary subì la grande (buona) influenza di Miss Hancock, sua insegnate di matematica, che vedendo la curiosità della ragazza spinse molto nell’insegnamento del calcolo e della geometria analitica ma non della matematica applicata. L’altra grande passione di Mary era la storia, l’affascinava molto ma lamentava grosse difficoltà a ricordare lunghe serie di eventi e di date. Il far di conto non le richiedeva lo sforzo mentale che la storia voleva, ricorderà più volte da adulta.

Studiare a Oxford

Nel 1919 entrò al St. Huge College a Oxford per continuare gli studi in matematica, un college prevalentemente maschile. La scelta cadde sul St. Huge rispetto a tanti altri college femminili semplicemente perché lì insegnava un cugino, che era anche fellow e vice preside. L’esame di ammissione, di sola matematica pura, le fece ottenere sì l’accesso al College ma con rammarico non poté sostenere l’esame per la borsa di studio perché le mancavano le basi della matematica applicata. Al St. Huge c’erano solo cinque ragazze a studiare matematica allora.

Nell’autunno del 1919 fecero rientro dal fronte i ragazzi che furono impegnati nella Prima guerra mondiale e tutte le classi divennero affollate. Mary si trovava spesso impossibilitata a seguire i corsi e passava la maggior parte del tempo a ricopiare gli appunti passatole da qualcuno. Nel 1921 cominciò a studiare per superare Mathematical Moderation, un esame che solitamente vuole due anni di preparazione ma che se si consegue in uno solo dà la possibilità di ottenere una borsa di studio. Impiegò due anni per prepararlo e la delusione di non poter avere la borsa le fece pensare di abbandonare lo studio della matematica e di tornare alla storia, idea che presto abbandonò. Pur continuando a studiare matematica non perse affatto l’interesse per la storia e in ogni suo paper si può trovare una prospettiva storica del problema matematico che aggiunge ancor più interesse a tutti i suoi lavori.

Le collaborazioni con Hardy e Littlewood

Nel 1923 conseguì la laurea e cominciò a insegnare prima alla Alice Ottely School e poi alla Wycombe Abbey School, non abbandonando mai del tutto la ricerca.
È in questo periodo che, a un party, Vernon Charles Morton le consigliò prima di leggere Modern analysis di G. N. Watson e poi di seguire le lezioni di Godfrey Harold Hardy. Matematico eccentrico, i suoi lavori sulla teoria dei numeri e l’analisi matematica affascinarono a tal punto Mary che decise di riprendere seriamente gli studi, conseguendo il dottorato di ricerca con Hardy nel 1929. Nella commissione di dottorato era presente John Edensor Littlewood con il quale Mary prese a lavorare sulle equazioni differenziali non lineari. Lavorare con Littlewood era alquanto strano: non si trovavano quasi mai di persona, a parte alcune occasioni per una passeggiata o uno scambio di opinioni sulla porta del suo ufficio. Comunicavano prevalentemente con lettere e cartoline.

Sono queste prime collaborazioni con Hardy e Littlewood, che dureranno molti anni, a portare Mary a interessarsi all’analisi complessa, nello specifico alle funzioni intere e alle equazioni differenziali ordinarie, incuriosita anche da un memorandum del Radio Research Board del Dipartimento di ricerca scientifica e industriale nel quale si richiedeva una consulenza di matematici puri per alcuni tipi di equazioni differenziali non lineari da utilizzare per la messa a punto di nuovi radar e radio.

Alla Royal Society e alla London Mathematical Society

Negli anni precedenti alla Seconda guerra mondiale, Mary divise il suo tempo tra ricerca e insegnamento. Dal 1930 era Yarrow Fellow al Girton College di Cambridge, dove insegnerà per molti anni per poi essere nominata Direttrice nel 1949. Al Girton, college femminile, Mary s’impegnò per aumentare i posti disponibili alle ragazze e a implementare diversi programmi di scienze. Sempre a Cambridge, sua ultima città d’adozione, diventerà University Lecturer nel 1935 e più avanti, nel 1959, Reader in teoria delle funzioni.

Importante ed epocale riconoscimento a una carriera brillante arrivò nel 1947 quando venne ammessa come membro della Royal Society. Mary era la prima matematica a essere ammessa nella storia dell’istituzione scientifica inglese, e nel 1955 venne anche eletta, anche in questo caso prima donna nella storia, all’interno del suo Consiglio. Prima donna in assoluto anche a ricevere dalla Royal Society, nel 1964, la Sylvester Medal.

Altra Società legata alla vita di Mary è la London Mathematical Society, di cui fu Presidente tra il 1961 e il 1962. Anche in questo caso, prima donna a ricoprirne la carica. Dalla London Mathematical Society ricevette la sua più alta onorificenza, la De Morgan Medal.

Dulcis in fundo nel 1969 la Regina Elisabetta II le conferì l’Order of the British Empire e da allora è conosciuta come Dame Mary Cartwright.

A 98 anni, il 3 aprile 1998, Dame Mary Cartwright morì a Cambridge. Quelli che hanno avuto modo di conoscerla parlano di lei come «una persona che aveva il dono di andare al cuore di una questione e di vederne il punto importante, sia in matematica sia negli affari umani».