Dieci parole per uccidere, di Marina Bertamoni, Fratelli Frilli editori, recensione di Daniela Domenici

Semplicemente splendido: questo libro di Marina Bertamoni dedicato alla seconda indagine dell’ispettrice Luce Frambelli mi ha ammaliato sin dalla prima pagina e l’ho letto in un soffio: bravissima!!!

Il primo motivo per tributarle i complimenti è l’idea, che trovo assolutamente geniale, di iniziare ogni capitolo con una delle dieci parole del titolo, parola a cui l’autrice dedica, ogni volta, una decina di righe molto poetiche.

La seconda ragione è l’intreccio perfetto, una specie di puzzle di cui, gradualmente, emergono i pezzi grazie alla straordinaria caparbietà e testardaggine dell’ispettrice che non molla mai anche quando l’indagine viene ufficialmente chiusa, fantastica! Anche in questa seconda indagine ritroviamo i suoi colleghi Calligaris e Campiglio, il vicequestore Binaschi, il suo nuovo amico, lo scrittore Angelo, a cui Luce si rivolgerà per farsi aiutare in un caso personale che le sta molto a cuore.

Il terzo motivo è lo stile, corretto e dal ritmo veloce ma, allo stesso tempo, anche molto poetico, soprattutto nei dieci incipit iniziali con le parole del titolo che ritroveremo nell’ultimo capitolo: il puzzle si è completato!