accadde…oggi: nel 2018 muore Iaia Fiastri

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Sceneggiatrice e autrice teatrale, Iaia Fiastri, storica componente del terzetto con Garinei e Giovannini, è morta venerdì a Roma ,a 84 anni, proprio mentre il ‘suo’ titolo, “Aggiungi un posto a tavola”, era in scena al Teatro Brancaccio. Romana, al secolo Maria Grazia Pacelli, era stata tra le prime autrici donna dei caroselli con Massimo Saraceni.

Dall’incontro con Franco Brusati nacquero le sceneggiature per Pane e cioccolata e Dimenticare Venezia, il primo con Nino Manfredi, il secondo sul tema dell’omosessualità con anche Mariangela Melato ed Eleonora Giorgi, che arrivò alla candidatura per il Miglior film straniero agli Oscar. Negli anni la Fiastri continuerà a scrivere tanto per il cinema: Steno, Pasquale Festa Campanile, Dino Risi, Sergio Corbucci, Carlo Lizzani e Carlo Vanzina.

 

Ma è nel 1969 l’incontro professionale della sua vita, quando Garinei e Giovannini, già coppia d’oro del teatro italiano, la chiamano a sostituire Luigi Magni nella stesura di Angeli in bandiera. Da allora uno dopo l’altro i tre firmano i grandi successi di Alleluja Brava gente (prima edizione nel ’70 con Renato Rascel, Gigi Proietti, Mariangela Melato su musiche di Rascel e Modugno). E poi Accendiamo la lampada, Taxi a due piazze, Se il tempo fosse un gambero, A che servono gli uomini, Vacanze Romane fino al recente E meno male che c’è Maria, solo con Garinei. Ma soprattutto il ‘suo’ titolo, Aggiungi un posto a tavola, che nel ’73 ‘osò’ portare in scena (con Johnny Dorelli in stato di grazia) la storia (e la voce) di un Dio così infuriato da infliggere un secondo diluvio universale, un parroco corteggiato da una ragazza e una prostituta che si sposa.

Tutto cominciò con un libro, acquistato al volo alla stazione, ha raccontato più volte la Fiastri: era ‘Dopo di me il diluvio’ di David Forrest, letto in treno, con quell’incipit con un prete di un paesino di montagna che riceve una telefonata dal Padre Eterno. «Il libro non mi piacque – spiegava -. Ma l’idea era un ottimo motore per una storia e appena tornai a Roma corsi da Garinei e Giovannini». Costato la cifra impegnativa di 250 milioni di lire, fu un successo strepitoso: sei mesi filati in cartellone al Sistina, come non era mai accaduto. La Fiastri l’ha accompagnato per oltre 40 anni, vedendolo crescere fino a diventare un kolossal da più di 30 edizioni e 15 milioni di spettatori in mezzo mondo.