sarebbe ora, di Loredana De Vita

It Would Be Time

Quanta inutile confusione, quante vuote invettive, quanto spazio al vuoto insignificante pur di avere un po’ di visibilità. Il problema non è farsi vedere, ma avere delle idee, sapere dove andare e, soprattutto, sapere perché intraprendere una direzione, quale beneficio comune sia per la gente, quella reale, quella che è stanca dei litigi di potere e desidera che si pensi al bene comune di una società che matura e cresce.

Lo spettacolo, invece, è sempre lo stesso, scontri privi di significato nei momenti più fragili di una popolazione già vessata, tentativi di provocare il risentimento, esibizioni sui luoghi dove alcuni non dovrebbero avere il coraggio di andare a causa della loro incoerenza e dell’evidente abuso di immagine, menzogne celate da verità e verità occultate dalla violenza (fisica o verbale) di tutti coloro che continuano a guardare al prestigio personale mentre persone soffrono, muoiono nella disperazione, sono abbandonate e confuse come se il tempo che vivono non le riguardasse.

Si è arrivati davvero in basso, sarebbe ora di sviluppare o ritrovare la coscienza del proprio ruolo, sarebbe ora che i politici smettessero di fare chiacchiere per affermare il proprio prestigio e, oltre che occuparsi davvero del bene comune, diventassero esempi di coerenza e cura per l’altro che gli è affidato, modelli di onestà e dignità, maestri di ascolto e condivisione. Sarebbe ora che ogni professionista svolgesse il suo lavoro non solo per trarne guadagno, ma anche nella visione di quei giovani che ci osservano e che dai nostri modi di interpretare la professionalità imparano a essere uomini e donne migliori.

Sarebbe ora che tutti, in famiglia, nelle associazioni, nei luoghi di lavoro, per strada o anche dentro se stessi imparassero ad avere lo sguardo dell’altro, imparassero a comprendere che il bene individuale non è un bene ma una sovrastruttura che toglie spazio all’essenza dell’umanità di ciascuno. Sarebbe ora che dessimo valore e significato costruttivo al nostro tempo, che smettessimo di sprecarlo negli individualismi unilaterali e nel narcisismo prepotente che ci fa credere di essere migliori degli altri. Sarebbe ora che agissimo per la comunità, la collettività, senza trarne vantaggio, senza volerne presenziare e comandare il percorso, ma costruendo insieme sentieri di pace.