lettera alle giovani donne da parte di una nonna, di Caterina Cicardello

quadro di Terenzio Furnari
Otto marzo, festa della donna….Di quale donna? Di quella che aspetta questo giorno perchè finalmente le è consentito di passare una serata o l’intera giornata con un gruppetto di donne che per una volta all’anno potrà trasgredire la convenzione della donna sottomessa e rivalersi se non sull’intero popolo maschile, almeno sul proprio uomo? Quella donna che solo in questo giorno prende coscienza di se e riesce ad imporsi al maschio  obbligandolo  a liberarla per un giorno intero o per una sola sera,non importa…. e finalmente poter fare quello che le pare senza dover passare alla sua approvazione….Certo, voi direte che questo accadeva  nella mia epoca, perchè io sono figlia e parte del SESSANTOTTO …Illusione!..Pur  se la donna  nella società più evoluta  ha saputo raggiungere più libertà e autonomia, così non è stato  per tutte le donne (ma non voglio dire di quelle civiltà dove i diritti  delle donne sono ancora sconosciuti). No, parlo del  ‘civile’ mondo occidentale, dove mi riesce insopportabile che esistano ancora donne condizionate dal ‘potere’ dell’uomo.
E allora donna… tu che sai usare l’arma della seduzione, DEVI  saper usare anche l’intelligenza di cui sei ampiamente dotata e non nasconderti dietro la maschera del trucco!   E’ così che vuoi affrancarti dall’uomo? E. ..perchè poi, questa frenesia di doversene  affrancare! …basterebbe soltanto confrontarsi con l’altra parte della mela…che  non molto in fondo,  amiamo e proteggiamo a dispetto a volte della nostra stessa volontà..Cerca invece la sua collaborazione e insegna a lui il giusto modo per rispettare la donna. Questo tu devi farlo sempre!
Sapete? ai miei tempi festeggiare l’otto marzo era diventata una moda, un ‘così fan tutte’, non si voleva, o forse non si poteva?…capire che l’otto marzo doveva (e deve) essere ricordato come il GIORNO DEL SACRIFICIO di tante donne che nel 1908 a New York sono morte nel rogo della loro fabbrica per conservare il loro posto di lavoro..(per alcuni storici, l’avvenimento è da riportare a quello dell’otto marzo, ma del 1917, quando a Pietroburgo tante donne sono morte per aver manifestato contro la guerra e la fame) e ancora, a quelle 146 donne, tutte immigrate in America , che il 25 marzo 1911 perirono nel rogo della fabbrica in cui lavoravano, tutti  avvenimenti che testimoniano le lotte delle donne per l’agognata libertà. e  grazie a queste donne noi abbiamo trovato la strada tracciata  e lottare per altri  diritti civili…e parlo dell’aborto, del divorzio, il diritto al lavoro per le madri lavoratrici, l’uguaglianza di genere, tutte battaglie e conquiste di quelle donne  sessantottine che sfilavano in cortei con i loro striscioni inneggianti  concordia, pace e …DIRITTI PER LE DONNE…