La teoria di Camila – una nuova geografia familiare, di Gabriella Genisi, recensione di Daniela Domenici

Ho “conosciuto” Gabriella Genisi qualche anno fa quando ho letto, amato e recensito i suoi libri con Lolita Lo Bosco; la “ritrovo” in questa sua opera del 2018, di tutt’altro genere, che mi ha emozionato e commosso a tal punto da leggerlo in meno di ventiquattro ore.

in una notte lunghissima e dolorosa passata a fare i conti con gli errori del passato, con un futuro ancora tutto da vivere, si riannoda un filo spezzato tra un padre che non c’è più e un figlio che non riesce a smettere di averne bisogno”, questa breve sinossi, tratta dalla quarta di copertina, ci dà il cuore di questa struggente storia al cui centro ci sono un padre appena morto, il figlio cinquantenne con una situazione familiare complicata e insoddisfacente e Camila, badante del padre, come veniva etichettata sbrigativamente da Marco, il protagonista, prima di quella notte, una persona che lo aiuterà, con la sua “teoria” e con i suoi racconti, a ricostruire lentamente i pezzi della sua vita e a fare pace, seppur tardivamente, con il padre amatissimo riscoperto anche grazie a una lunga lettera che gli ha lasciato.

Niente accade per caso: nel giro di due giorni ho letto, e recensito, due splendidi libri, quello di Gaarder, uno scrittore norvegese, e questo di Genisi, un’autrice pugliese, e in entrambi c’è l’escamotage della lettera scritta da un padre al proprio figlio che viene ritrovata dopo la morte del primo e che cambia completamente la vita di quest’ultimo; sarà il caso che cominci a scriverne una anche io?

Grazie di vero cuore a Gabriella per le ininterrotte emozioni che mi ha regalato e complimenti per la caratterizzazione di Camila!