reciprocità, di Loredana De Vita

Reciprocity – Writing Is Testifying

Dovremmo imparare a pensare “reciprocamente”, poiché la vita di uno non sia distante da quella dell’altro, non privilegiata, non primaria, non più importante, ma alla pari, come persone che camminano lungo la propria rotta accanto alle altre persone senza volerle precedere, superare, surclassare.
Reciprocamente vivi, attenti, l’uno sostegno e appoggio dell’altro, l’uno seminatore e mietitore nel campo dell’altro, uno orizzonte dell’altro e suo spazio vitale.
Reciprocamente diversi e unici, ma reciprocamente pronti a confrontare e accogliere la visione dell’altro, a scambiarsi lo sguardo, a raccontarsi con la parola e la vita.
Reciprocamente attenti ma non visionari e prudenti affinché “reciproche” non diventino anche le cattiverie e le ingiustizie che, in quanto subite, diventano possibilità di vendetta.
La reciprocità, infatti, nelle mani degli incauti può diventare un’arma a doppio taglio, come dire “se ricevo il bene reciproco il bene, se ricevo il male reciproco il male”.
La reciprocità non è occasione di rivalsa o punizione, la reciprocità è la consapevolezza di essere uguali e ugualmente pronti a offrirsi e offrire il dono della vita.