quel 17 maggio, di Michele Russo per Caterina Cicardello

Quel 17 maggio non lo scorderò mai più. Ho ricevuto un messaggio che non avrei mai voluto leggere. “Katia ha perso la sua battaglia con la vita”. Fino a pochi giorni prima, c’eravamo sentiti telefonicamente. L’ultimo suo messaggio proprio il giorno del suo ricovero in ospedale. Abbiamo trascorso tantissime settimane insieme per realizzare questo libro. Abbiamo condiviso idee e progetti. Adesso questo libro ha un “peso” ancora più importante. Ho fortemente voluto la sua pubblicazione in ricordo di Katia e della sua forza. Un ricordo anche della nostra sintonia, del nostro rapporto e del nostro amore per il Teatro. C’erano tanti altri progetti in cantiere e, pian piano, mi impegnerò a portarli avanti. Continuerò a portare avanti il suo ricordo e i nostri progetti condivisi. Katia ci ha lasciato. Una persona veramente per bene. Una persona che amava la vita ed insieme avevamo tanti progetti futuri per il teatro. In questi mesi l’augurio era sempre quello di ritornare in scena “appena finisce questa pandemia”. Ci dicevamo sempre che “dobbiamo ripartire ed andare avanti con il Teatro”. Ho conosciuto Katia in quelle serate fredde, ma dove il teatro avvolgeva il mondo. Lei ha “calcato” le tavole del palcoscenico dell’associazione teatrale “Sotto il Tocco”, dove sono il direttore artistico, con i lavori “Uomo e Galantuomo”, “U Sapiti Comìè” e “Dies Ire…era il 43”. Amava moltissimo scrivere e con tanta voglia di portare in scena i suoi lavori. Custodirò per sempre il suo ultimo messaggio su Whatsapp: “Michele sono in ospedale, sto aspettando che mi assegnino il reparto. Chiedi a casa”. Ci lascia una persona che amava veramente il Teatro e la Cultura. Buon viaggio Katia…