the writer’s imprint, di Loredana De Vita

The Writer’s Imprint – Writing Is Testifying

Scrivere non è un gioco da ragazzi, sebbene quasi tutti si sappia scrivere. Scrivere non è mettere parole su carta, una dietro l’altra in una sequela di descrizione e narrazione di fatti o eventi, scrivere è lasciare un’impronta.
Ci sono scrittori talmente scrittori che anche nel pensiero più breve e nella descrizione più lineare sono capaci di trasmettere vita, poiché le loro narrazioni, ma anche le loro riflessioni, acquisiscono grazie alla parola quella forma che è il respiro della vita, le sue contraddizioni, ma anche il destino onesto che dà voce al senso.
Ci sono scrittori che, con delicatezza, ma anche con forza, secondo come si conviene, originano la forma dell’esistenza che si rivela e che, piano piano, assume l’autenticità dell’essere, di ogni essere.
Ci sono scrittori che, anche quando non narrano la propria storia, raccontano di sé, delle emozioni e dei sentimenti, delle difficoltà concrete e di quelle che solo la mente crea nei meandri intricati dell’abisso che accompagna ogni essere umano affinché possa riuscire a restare in equilibrio sulla linea retta della sua vita nonostante il rischio di cadere.
Ci sono scrittori che non restano sulla riva a guardare la vita degli altri travolta dalle acque roboanti della cascata che porta al fiume che porta all’oceano della dispersione e della confusione, ma lanciano corde, tendono le braccia, si immergono negli stessi vortici travolgenti e trascinanti affinché nessuna storia sia mai estranea e lasciata sola.
Ci sono scrittori che, lentamente, sciolgono il groviglio delle parole, dipanano le matasse più avvolte e aggrovigliate e, senza che il lettore se ne accorga, sono capaci di impegnarlo nello stesso difficile compito di restituire valore e significato a ogni parola che diventa storia.
Ci sono scrittori che amano le parole non per esibirsi in giochi di forma e a apparenza, ma perché le rispettano e le comprendono nella pienezza delle loro sfumature interiori che danno colore a ogni narrazione e vibrazioni a ogni cuore che batta alla ricerca di una direzione e di una destinazione al proprio essere “vagabondi” del tempo che si rinnova.
Ci sono scrittori che incantano e commuovono sia per la tenerezza che per le asperità del narrato e sanno creare dall’inganno l’incanto e trasmettere il potere del riconoscimento della parola vera e sincera.
Ci sono scrittori che provocano dolore, poiché sanno tramettere il peso della sofferenza anche se poi allietano il lettore con la magia di una parola che può distruggere ma anche creare.
Ci sono scrittori di cui fidarsi, poiché nella modestia della propria arte sanno discernere il giusto dall’ingiusto, sanno amare il bene senza odiare il male, sanno essere sé stessi senza giudicare, sanno distinguere chi della propria storia fa un uso di comodo da chi si immerge nella vita rivelandone con equilibrio la propria verità.
Scrivere è lasciare un’impronta, lasciarla comunque, anche se può sembrare invisibile, affinché quell’impronta che è, sia e resti anche il segno onesto della propria responsabilità, della libertà serena e della coscienza pura con cui il proprio sguardo incontra e resta nella vita dell’altro di cui narra perché sa amarlo.