accadde…oggi: nel 2012 muore Laura Grimaldi

Morta la scrittrice Laura GrimaldiUna vera signora in giallo – la Repubblica

Per tantissimi appassionati era lei la regina italiana del giallo, Laura Grimaldi, morta a Milano all’età di 84 anni. Il maggiordono stavolta non c’entra: la scrittrice,  traduttrice e soprattutto direttrice di collane che hanno fatto la storia del genere in Italia, se n’è andata a causa di una lunga malattia.

Laura Grimaldi nasce nel 1928 a Rufina, in provincia di Firenze, si trasferisce nel 1957 a Milano, dove frequenta la Facoltà di Lingue dell’Università Bocconi. Arriva alla Mondadori in qualità di consulente di traduzione dall’inglese, dal 1962 inizia a dirigere collane di gialli, come ‘I Neri’, ‘I Rapidi’, ‘Cerchiorosso’.

Nel suo percorso professionale, Laura lega per sempre il suo nome al grande successo di serie diventate storiche, come ‘Segretissimo’ e ‘Il Giallo Mondadori’, ma anche ‘Urania’, per le quali la signora Grimaldi traduce centinaia di volumi e rende popolari anche in Italia i più grandi nomi europei e americani del genere, da Eric Ambler a Ray Bradbury, John Dickson Carr, Raymond Chandler, Agatha Christie, Philip K. Dick, Thomas Harris, Ernest Hemingway, Ellery Queen, Rex Stout, Scott Turow, Donald E. Westlake.

Negli Anni ’70 e ’80, Laura Grimaldi scrive articoli in qualità di critico letterario per giornali e riviste (MillelibriLinea d’OmbraIl Messaggero). Nel frattempo pubblica romanzi, scrive saggi sulla letteratura popolare, cura numerose antologie, traduce più di 200 libri fra romanzi e saggi, scrive testi per la televisione e sceneggiature per il cinema. I suoi libri più famosi sono Il sospettoLa colpaIl cappio al colloMonsieur BovaryLa pauraMilanoPerfide storie di famigliaProfumo di casa.

Nel 1989 lascia Mondadori e fonda con Marco Tropea la casa editrice Interno Giallo, che dopo quattro anni viene rilevata dalla stessa Mondadori. Dal 1997 è stata anche consulente del gruppo editoriale Il Saggiatore. Ma non ha mai smesso di scrivere e tradurre. Giungendo, infine, a raccontare anche la sua malattia nella sua ultima opera, Faccia un bel respiro, edita da Mondadori a maggio, in cui trasforma il reparto ospedaliero in un palcoscenico su cui medici e malati, infermieri e parenti in visita interpretano, attori inconsapevoli, la commedia della vita.