Ovunque tu vada, di Katia Tenti, Marsilio editori, recensione di Daniela Domenici

Non è un noir recente, ho apprezzato molto questa opera prima di Katia Tenti che si svolge a Bolzano e dintorni e il cui protagonista principale è il PM Jakob Dekas che ritroveremo tre anni dopo in “Nessuno muore in sogno”.

E’ un noir molto noir ed è alquanto corposo come numero di pagine; mi ha colpito, in primis, il fatto che abbia scelto come protagonista non un commissario, com’è più usuale trovare nei gialli e nei noir, bensì un Pubblico Ministero, una figura professionale le cui mansioni fondamentali non tutti/e noi conosciamo in dettaglio e che Tenti ci spiega in più momenti, ne estrapolo uno che è una riflessione di Jakob “…giustizia, dovere e diritto, giustizia dovuta, ingiustizia subita. Giustizia commutativa, distributiva o punitiva. Giustizia come armonia dell’anima e garanzia dell’equilibrio cosmico…aveva sempre creduto…nella giustizia come un fatto naturale, legato alle leggi dell’evoluzione umana, etica della vita sociale…”.

Accanto al PM Dekas c’è un’altra giovane PM, Vittoria Pillon, che collabora proficuamente con lui insieme al maresciallo dei carabinieri Barra, un aiuto insostituibile per Dekas nel risolvere i tre casi che si trova ad affrontare, uno di stalker con conseguente femminicidio, uno di pedofilia e uno di omicidio per interessi.

Molto brava Tenti a caratterizzare psicologicamente Jakob Dekas con le sue fragilità, le paure, i rimorsi e gli scheletri nell’armadio ma anche con la sua straordinaria coerenza e testardaggine nel voler assicurare alla giustizia i/le colpevoli dei tre casi.