Le ombre di Genova, di Mario Paternostro, Fratelli Frilli editori, recensione di Daniela Domenici

Un anno dopo averlo “incontrato” con il suo “La spia di Cechov”

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è tornato a “trovarmi Mario Paternostro, celebre giornalista e scrittore zeneise doc, con il suo “Le ombre di Genova” che mi ha affascinato e attratto per una serie di motivi che vado a dirvi.

In primis perché il suo libro è un inno d’amore appassionato a Genova anzi, Zena, alle sue strade, alle sue tradizioni, ai suoi cibi, alle sue opere d’arte, leggerlo è stato come visitare Zena con una guida turistica d’eccezione, l’autore, che ringrazio di vero cuore perché da quattro anni sono una zeneise d’adozione che si è innamorata della Superba: standing ovation!

Ancora complimenti per la varietà delle situazioni descritte, per l’intreccio incredibile di vicende che dimostra la straordinaria preparazione culturale, il background illimitato dell’autore grazie al suo essere un giornalista sia della carta stampata che del web: bravissimo!

Concludo con i complimenti per la perfetta caratterizzazione dei/lle tanti/e protagonisti/e, dal commissario Ferruccio Falsopepe, appulo-zeneise, a sua moglie Anna, dal suo vice Pietro Acquaviva a Silvia Conti, magistrata d’assalto e fidanzata del libraio e amico Alberto Serravalle, ognuno/a di loro emerge nella sua individualità; ottima l’idea di porre a conclusione delle note esplicative e l’elenco dei tantissimi personaggi.