Lady Constance Lloyd – l’importanza di chiamarsi Wilde, di Laura Gugliemi, Morellini editore, recensione di Daniela Domenici

Uno dei libri più affascinanti che abbia letto (e chi mi segue sa che non sono pochi) che è volato via in un soffio; la giornalista e scrittrice Laura Guglielmi ha portato alla luce la storia di Constance, che è stata anche la moglie di Oscar Wilde ma, soprattutto, una donna straordinariamente forte e in anticipo sui tempi in un periodo storico, la Victorian Age, che le stava stretto e nel quale ha cercato di avere un suo spazio come artista e come scrittrice.

Guglielmi è riuscita a dar vita a una biografia romanzata così vera e reale che sembra di essere lì con Constance prima a Londra, poi raminga per l’Europa e infine nella riviera ligure dove trova finalmente un po’ di serenità ma anche la morte a soli quarant’anni, è sepolta nel cimitero monumentale di Staglieno. Complimenti per la sua straordinaria caratterizzazione psicologica prima come figlia di una madre violenta, poi sorella legatissima al fratello Otho, infine moglie di Oscar e madre, sempre presente e innamorata, dei due figli, Cyril e Vyvyan ma, soprattutto, una donna che con coraggio affronta l’abbandono di suo marito per la storia con Bosie e la sua detenzione anche grazie alla vicinanza di amiche e amici.

Dettagliate e appassionate le descrizioni geografiche dei tanti luoghi della provincia di Genova toccati da Constance nel suo peregrinare in cerca di un posto in cui finalmente stabilirsi e creare le sue opere letterarie, in questo Guglielmi dimostra, ancora una volta, la sua variegata conoscenza che troviamo nel suo saggio “Le incredibili curiosità di Genova”; c’è pure un omaggio alla sua città natale, Sanremo: bravissima!

Concludo con le parole della seconda di copertina “questa è l’autobiografia mancata di una donna speciale ma sconosciuta ai più”: grazie a Laura Guglielmi per avercela fatta conoscere e amare!