Nata sotto una cattiva stella, di Rossella Bianchi, De Ferrari, recensione di Daniela Domenici

si dice che tutti abbiano una stella. Chi una buona stella che lo protegge e chi una cattiva stella che lo perseguita. Io credo di aver avuto un piccolo esercito di cattive stelle che mi hanno perseguitato per decenni ma di fronte alla mia resistenza e resilienza si sono arrese e hanno finito col diventare mie amiche”: inizia con queste parole la prefazione di Rossella Bianchi, toscana di nascita e genovese d’adozione ormai da tanti anni, che ci regala un romanzo affascinante la cui protagonista, Maria-Miranda (il secondo è il nome d’arte NdR), viene seguita lungo il percorso accidentato, non facile e molto vagabondo della sua vita dalla nascita “sotto una cattiva stella” attraverso gli incontri e le amicizie che fa, le scelte spesso dolorose, il lavoro di attrice cinematografica, il ruolo di madre, il coraggio che dimostra in alcuni momenti e l’ingenuità in altri: sono tanti piccoli e grandi pezzi del puzzle della sua esistenza che emozionano e commuovono.

Complimenti a Rossella per come ha delineato i ritratti di Maria-Miranda, di sua madre, delle sue due figlie, Chiara e Ambra, dei tanti uomini che incrociano la sua strada, attori, registi e altro, e che non fanno una gran bella figura, non ne escono bene a parte i due deliziosi amici gay, che fanno coppia da anni e che saranno il punto di riferimento per lei, nei tanti momenti di difficoltà la accoglieranno e l’aiuteranno sempre.