Dio del Sagittario, di Simone Togneri, Fratelli Frilli editori 2016, recensione di Daniela Domenici

Soltanto quattro giorni fa ho “incontrato” per la prima volta Simone Togneri con il suo corposo noir “Nature morte a Firenze”

Nature morte a Firenze, di Simone Togneri, Fratelli Frilli editori 2015, recensione di Daniela Domenici

Mi è piaciuto talmente tanto che ho voluto leggere anche “Dio del Sagittario”, edito l’anno seguente sempre con Fratelli Frilli e che ha ancora come formidabili protagonisti Simòn Renoir, ex poliziotto e pittore, e il commissario Mezzanotte.

Quest’opera è ancora più noir della precedente, si svolge sempre a Firenze, ha 404 pagine che si leggono in un soffio e mentre nel libro precedente il fil rouge che legava i vari omicidi era l’arte, e le nature morte in particolare, in questo è la fede religiosa, nello specifico l’agiografia di alcuni santi, che però viene distorta diventando malsana e pericolosa.

Tributo gli stessi complimenti della mia precedente recensione all’autore sia per come rende Firenze una splendida e innamorata protagonista che per come, ancora una volta, riesce a caratterizzare il rapporto di profonda stima e smisurato affetto quasi paterno tra il commissario e Simòn.

L’autore sceglie di inserire dei capitoli flashbacks sull’infanzia di Simòn che gradualmente portano a capire quale sia il trauma che lo ha colpito e che, a distanza di anni, non riesce ancora a metabolizzare.