Leonora della Genga, di Tommasina Soraci, edizioni Era Nuova, recensione di Daniela Domenici

Dopo qualche tempo è tornata a “trovarmi” Tommasina Soraci, ex docente e scrittrice, della quale ho apprezzato e recensito più di un saggio in questi anni; Soraci è curatrice della collana “Storia al femminile” della casa editrice Era Nuova nella quale trovano posto sia i suoi precedenti saggi che quelli di altri autori e autrici dedicati a donne che hanno subito la “damnatio memoriae”, da Margherita Porete a Christine de Pizan, da Arcangela Tarabotti e Trotula de Ruggero e tante altre ancora.

In questo suo nuovo libro Soraci focalizza la sua attenzione, sempre corredata da puntigliose, attente e accurate ricerche storiche, su Leonora della Genga della quale si hanno pochissime notizie biografiche; l’autrice dedica la prima parte del suo saggio alla contestualizzazione storico-geografica di Leonora facendoci conoscere il borgo di Genga che si trova nelle Marche, nell’Anconetano, lungo il fiume Sentino, il suo castello e la sua storia.

In questo borgo arroccato intorno al suo castello è vissuta Leonora, forse intorno al 1340; di lei sono rimasti soltanto quattro sonetti in stile petrarchesco. Prima di analizzarli Soraci fa un breve excursus di come questi sonetti siano stati, nel corso della storia, denigrati, dimenticati, falsamente attribuiti, quella damnatio memoriae di cui sopra che ha colpito la maggior parte delle poete e delle scrittrici.

Leonora aveva un’amica poeta, Ortensia, di Fabriano, della quale sono rimasti alcune liriche, che è stata una sorta di mentore per lei, “un affettuoso sostegno di una vita al femminile controcorrente”, come scrive Soraci; purtroppo muore prima di lei e Leonora le dedica uno dei suoi quattro sonetti: ancora una volta grazie a Soraci per averci fatto conoscere un’altra Donna che ha provato a mettere in luce i suoi talenti, a seguire la sua vocazione nonostante tutto!