Crimini e farinata, di Nicoletta Retteghieri, Fratelli Frilli editori 2019, recensione di Daniela Domenici

Ho avuto il piacere di scoprire un’altra autrice della scuderia Frilli, Nicoletta Retteghieri, con il suo “Crimini e farinata” che si svolge a Loano e che ha come straordinaria protagonista Berta, un’anziana signora con la vena da detective che questa volta deve risolvere un complicato puzzle.

L’elemento che più colpisce in senso positivo è la formidabile, deliziosa ironia dell’autrice che colora questo noir in cui avvengono alcuni omicidi rendendolo comunque leggero, divertente. Intorno all’arzilla settantenne Berta c’è suo figlio Davide e il suo amico giornalista Marco, la loro collaborazione aiuterà il maresciallo Marmotta a fermare la mente folle della persona che ha immaginato e messo in atto gli omicidi.

Deliziosa l’attenzione che Retteghieri pone ad alcuni animaletti, in primis a Roddy, il gerbillo di Berta, “un topolino del deserto curioso del mondo che scruta gli umani che gli ruotano attorno con disincantata bonarietà” e poi al pappagallo chiacchierone di un’altra coprotagonista; perfetta anche la personificazione del motorino di Carlo che ha sentimenti umani.

Leggo nella biografia che Retteghieri è un’appassionata gastronoma e questa sua passione emerge dai tanti piatti preparati da Berta descritti in dettaglio con amorosa puntigliosità: complimenti!