powerful or authentic? di Loredana De Vita

https://writingistestifying.com/2022/06/19/powerful-or-authentic/

Quanta rabbia c’è in giro. Tutto si gioca ai limiti della buona coscienza consentendo al potere e alla forza di essere i protagonisti di ogni esistenza.
Quando ci si oppone con violenza, non interessa davvero l’argomento in discussione, ma il gioco di potere che lo sovrasta.
L’impressione è che non solo non si lavori per la comunità, ma che neanche ci si ricordi di che cosa e di chi sia una comunità.
Non si tratta più di narcisismo o egoismo, ma di assoluta mancanza di una direzione, di un’idea, di un progetto che non si esplichi nel confronto acido con l’altro (considerato nemico solo perché di opinione diversa) per dominarlo, ma nell’intelligenza del confronto e della condivisione.
Non si tratta più soltanto di apparire invece di essere, ma di credere sé stessi l’idea, la risorsa, la soluzione.
Mi fa rabbrividire questo comportamnto perché è patologico, realmente insano; chi lo assume è certamente carente di qualcosa cui cerca di sopperire nell’autentificazione del proprio potere. È un atteggiamento malato, poiché chi lo adotta non è in grado di costruire connessioni e legami, ma anzi deve distruggerli nel timore di perdere il proprio vantaggio.
Le urla, la propaganda di cui queste persone sono intrise, di cui si vestono e si nutrono sono il tentativo di nascondere il proprio vuoto interiore, il proprio non avere nulla di concreto su cui confrontarsi raccontando di sé e della propria rotta.
È una deriva autoritaria pericolosa e malevola, per questo tali persone sono pericolose, poiché giocano sul consenso, il consenso facile ottenuto a suon di urla o di favori, poiché il consenso cercano di ottenerlo non con la lealtà e la sincerità del pensiero, quanto sposando ora l’una ora l’altra tensione sociale in base al proprio interesse. Difatti, non sono mai coerenti pur affermando di esserlo e gli altri, tutti gli altri, sono ostacoli da abbattere.
In realtà, a queste persone non interessa la natura della tensone né la sua motivazione purché qualsiasi cosa serva ad accrescere il proprio prestigio.
Da qui derivano le giravolte e i capovolgimenti improvvisi e senza motivazione del pensiero da perseguire. Queste, sono persone che tradiscono fingendo di amare e volere il bene; sono persone incapaci di avere una visione del mondo e delle sue reali necessità, poiché una, e una sola, è la loro visione e necessità: sé stessi.
Essendo evidentemente un atteggiamento insano, bisognerebbe che le persone imparassero a riconsocerlo come tale, a liberarsi dalla cappa di menzogne che ha tarpato il pensiero libero. Non bisognerebbe rendersi servitori della conclamata lucida follia, ma si dovrebbe cercare un significato che unisca, una motivazione che inviti a costruire ponti e legami, significato e senso.
Dinanzi ai troppi chiacchieroni e urlatori del nostro tempo, bisognerebbe opporre un muro di tenacia e determinazione per poter dare una svolta alla realtà. Bisognerebbe mettere a tacere, grazie all’assertività del proprio vivere, quelle voci che raccontano di divisioni, dicotomie estreme, che esplodono in rabbia e scontento.
Se è vero che gli assetati di potere scavalcano tutti fingendo di accarezzarli, è anche vero che chi ascolta può scegliere di vivere una vita istupidita dalla veemenza vuota e senza confronto, oppure scegliere una vita in cui consapevolezza, coscienza e discernimento siano gli strumenti di una comunità che si confronta, cresce, condivide.
Il cattivo potere può essere sconfitto dalla lealtà, diligenza e fedeltà con cui ci si accosta ai valori che rendono ciascuna persona degna del suo ruolo nell’umanità.