I delitti del Bianco, di Mario Paternostro, Fratelli Frilli editori 2022, recensione di Daniela Domenici

Otto mesi dopo il suo noir “Le ombre di Genova”

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ho letto il suo nuovo romanzo “I delitti del Bianco” che si svolge tra Courmayeur, sul monte Bianco, e Genova, un noir che ha una struttura alquanto particolare perché segue, in parallelo, due drammatici omicidi avvenuti a distanza di più di mezzo secolo, nel 1953 il primo, avvenuto realmente, “il delitto di Entrèves”, ai giorni nostri l’altro, partorito dalla fervida fantasia di Paternostro che immagina siano avvenuti nello stesso giorno, nel medesimo luogo e abbiano come vittime due giovani donne.

L’autore, che è un celebre giornalista genovese, ha scelto di inframezzare la sua narrazione con brani tratti dai quotidiani dell’epoca; “Mario Paternostro col pretesto di una storia gialla in una Italia politicamente immaginaria ma nemmeno troppo rilegge un fatto che nell’agosto del 1953 scosse l’Italia e arrivò, con le polemiche, a toccare la politica nazionale

Anche in questo libro il protagonista è il commissario, di origine pugliese, Falsopepe con la sua deliziosa consorte Anna, il figlio Salvatore e la figlia Michela, i formidabili collaboratori della sua squadra; ritroviamo l’amico libraio che, nel libro precedente, si è sposato con la PM, il professore che ha una memoria formidabile e colleziona necrologi e i luoghi dove il commissario ama fermarsi a gustare le specialità tipiche zeneisi; ancora una volta Genova è una splendida coprotagonista descritta con sguardo innamorato: complimenti!