Sciocche filastrocche ma non troppo, di Cinzia Pe’, recensione di Daniela Domenici

Un delizioso esordio nel mondo delle autrici per Cinzia Pe’, bibliotecaria genovese, con il suo “Sciocche filastrocche ma non troppo”.

Come scrive lei stessa nei cenni biografici finali ha iniziato a scrivere filastrocche nel 2020 durante lo smart working per il lockdown e la sua vena creativa non ha mai avuto un attimo di pausa. In questo suo primo libro, perfettamente curato da Maria Grazia Vai, l’autrice ha raccolto diciotto delle sue filastrocche, tutte in rima baciata o alternata, che hanno come protagonista un oggetto, un animale o una persona perché il suo intento è quello di regalare ai bambini e alle bambine, ai loro genitori e, perché no, anche alle loro maestre, un momento di spensieratezza nel quale i pensieri “possano volare divertenti e leggeri come piume dimenticando soprattutto che non esiste solo Internet, ormai troppo presente nella quotidianità, ma anche un mondo magico, quello della fantasia!”

E allora coccoliamo il/la nostro/a bambino/a interiore, anche se siamo adulte/i, con le filastrocche, per niente sciocche, di Cinzia Pe’ e leggiamole ai/lle nostri/e figli/e e nipotini/e per colorare mente e cuore con un sorriso perché ogni storia ha sempre una morale positiva, di perdono, pace e amicizia.

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