il grande Gatsby, di F. S. Fitzgerald, recensione di Loredana De Vita

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Ci sono libri che anche a leggerli cento volte hanno sempre il profumo di nuovo, hanno sempre sfumature e visioni diverse da regalare, hanno sempre una voce appena nata che si narra e chiede ascolto. Uno di questi libri è, per me, il romanzo di F. S. Fitzgerald “Il grande Gatsby”.
È un romanzo breve se considerato accanto ad altri capolavori dello stesso autore, eppure nelle sue circa 150 pagine riesce a dare indizi di un’epoca, la jazz age, particolarmente contraddittoria e, contemporaneamente, a descrivere la profonda umanità di personaggi senza età e senza tempo, rappresentazioni universali di modi di essere e vivere la vita.
Spesso si semplifica la trama di questo romanzo etichettandola come una “storia d’amore”, io credo che ci sia molto di più di questo e che la storia d’amore tra Gatsby e Daisy (in realtà tra Gatsby e la sua immagine di Daisy) sia solo uno strumento impiegato dall’autore per narrare la storia di una solitudine profonda che nasce prima dell’amore, prosegue dopo di esso e continua anche nella illusione/delusione di essere arrivati alla meta (posizione sociale e amore) senza accorgersi di avere fallito.
Gatsby è un’idealista attivo. È una persona, cioè, che lotta per conquistare una posizione che lo renda simile agli altri allo scopo di rispondere ai desideri di Daisy e averla per sé, ma che, comunque, è attivo nel coltivare la speranza. Quando sembra che sia possibile avere Daisy per sé, egli non la riconosce più vicina come l’aveva creduta pur senza smettere di desiderarla accanto a sè. Quella luce verde (non a caso verde per rappresentare la speranza) che cerca di afferrare con le mani per avvicinarsi all’oggetto del suo amore, in realtà sparisce quando lei gli si abbandona per poi, successivamente, abbandonarlo ancora.
È davvero Daisy ciò che cerca Gatsby? Oppure un’umanità diversa, delle relazioni con le persone che non si basino sull’interesse e sul lucro? In pratica, l’opposto di quello che sembra mostrare per favorire il riavvicinamento con l’oggetto del suo amore.
La solitudine di Gatsby, il suo silenzio interiore, incapace di dare sfogo alla sua verità, il suo essere “impacciato” nonostante sia ricercato nel modo di vestire e di muoversi, lo definisce come un uomo più fragile e più disilluso di quello che appare.
Il mondo di Gatsby è un mondo più semplice della falsità e complessità artefatta di cui si circonda per rendersi come gli altri. Gatsby è un puro, nonostante il suo essere impelagato in affari loschi e, difatti, non riconosce più Daisy seppure dichiari di amarla, quando ella, nella sua cedevolezza, gli mostra il suo non amore.
Forse, i personaggi maschili che accompagnano la vicenda di Gatsby sono più illuminanti della fragile e superficiale Daisy o dell’indipendente ma egoista Jordan. Buchanan, l’antagonista, marito di Daisy, con la sua veemenza e crudeltà e con i sotterfugi impiegati per salvare sé stesso dallo scandalo e dalla colpevolezza di Daisy nella morte di Myrtle, la sua amante, riporta con i piedi per terra Gatsby dimostrandogli che la vita reale è diversa da quella che lui sogna. Non riuscirà a cambiare Gatsby che, anzi, pagherà per la sua ingenuità un prezzo, la vita, che non avrebbe dovuto scontare.
L’altro personaggio, Carraway, l’amico, narratore interno, rappresenta il punto di equilibrio tra Gatsby e Buchanan. È un giovane uomo che riconosce in Gatsby i punti di forza e le fragilità, la cattiveria di Buchanan, la leggerezza di Daisy e, pur non riuscendo a mutare il destino di Gatsby, gli si affeziona davvero, ne comprende i silenzi, ne condivide l’integrità.
Molto ancora c’è da dire su questo romanzo, sull’accuratezza e poesia della scrittura, sui significati, sull’etimologia dei nomi dei personaggi, tutti aspetti che rendono “Il grande Gatsby” un capolavoro da leggere, perché, la grandezza di Gatsby non è nella sua ricchezza e neanche nella caparbietà della sua resistenza quanto nella sua audace capacità di coltivare la speranza al punto da renderla visibile.
“Il grande Gatsby” di F. S. Fitzgerald è un romanzo senza tempo e oltre il tempo .