il ritorno di Virgilio, di Hermann Broch, traduzione di Claudia Ciardi, Via del Vento edizioni 2022, recensione di Daniela Domenici

E’ sempre un arricchimento leggere i libriccini della serie “Ocra gialla” della Via del Vento edizioni che presenta testi inediti e rari del Novecento; questa volta è stato piacevole scoprire Hermann Broch, autore nato a Vienna nel 1886 da genitori ebrei e morto nel 1951 dopo una vita alquanto turbolenta e un esilio in America, splendidamente tradotto, come sempre, da Claudia Ciardi.

Ci vengono proposti due racconti lunghi e affascinanti, ognuno a modo proprio: “Il ritorno di Virgilio” e “Il concerto”. Nel primo si narra il rientro in nave del poeta Virgilio, malato e ormai morente, al porto di Brindisi, nel secondo l’ascolto di un concerto di musica classica da parte della signora Filsmann.

Cito dalla postfazione di Ciardi, curatrice del volume, “il lavorio mentale della signora Filsmann precede il flusso di coscienza del Virgilio morente. In entrambi è la forza, e verrebbe da dire, l’infatuazione del ricordo ma anche l’escatologia dell’essere sul limitare di un tempo terreno percepito nel suo divenire e oltre nel suo dissolvimento. Due romanzi-bonsai in cui sono disseminati tutti i nuclei della narrativa brochiana maggiore e del suo cosmo filosofico, accomunati anche dall’evocazione musicale. Nel caso di Filsmann fa perno su un concerto dove si suona la VII di Beethoven, per Virgilio è una musicalità che risale dalle onde del mare su cui boccheggia la barca della morte insinuandosi nel fluttuare del linguaggio”.

Nel primo racconto colpisce e commuove il dialogo tra Virgilio e Mecenate e le riflessioni che il poeta fa quando rimane solo “lo avrebbero davvero lasciato senza salutarlo?…volentieri avrebbe detto loro che viveva in tutte le sue opere qualcosa di nascosto, qualcosa che aveva poco a che fare con la vera bellezza e che era più importante di ogni bellezza…probabilmente sarebbe valsa la pena dirglielo. Ma forse non erano ancora partiti…”

Il secondo denota una profonda conoscenza dell’autore della musica classica quando descrive il modo di dirigere e di interagire con l’orchestra di Hans Jasper; e molto originali e variegate le descrizioni delle reazioni della signora Filsmann e della sua famiglia durante il concerto.

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