io che da mio padre ho preso solo gli occhi chiari, di Massimo D’Aquino, edizioni Croce 2022, recensione di Daniela Domenici

Sono passati quasi nove anni da quando ho “conosciuto” per la prima volta Massimo D’Aquino, una persona trans FtM, con il suo “Camminavo rasente i muri” a cui dedicavo questa recensione

https://danielaedintorni.com/2014/05/06/camminavo-rasente-i-muri-di-massimo-daquino-recensione-di-daniela-domenici/

E poi il 24 novembre dello stesso anno Massimo è venuto da Roma a Firenze e ci siamo incontrati de visu per presentare questo suo libro alla biblioteca dell’Isolotto.

Dopo tutti questi anni Massimo è tornato a scrivere e a pubblicare perchè, dice, “questo secondo libercolo aggiunge pezzi di vita al primo. Episodi che tornano violentemente e che, per essere superati, vanno rivissuti” e per fare questo è ancora più sincero e brutale della prima volta, si fa domande e ci dà spunti di riflessione “sono diverso e quindi? SE è vero che diversità è ricchezza perché sento tutta questa rabbia dentro? Credo che la mia transessualità nulla abbia a che fare con il mio vissuto. Mi spiego meglio: da una parte esiste il fatto che sono nato transessuale perché transessuali non si diventa, ci si nasce. Dall’altra c’è la mia vita: un fascio di rose meraviglioso pieno zeppo di spine” e ancora più oltre “essere transessuale è un premio o una condanna? Il mio segreto per star bene è amarmi…e circondarmi di persone con cui posso liberamente esprimere me stesso” e conclude con due pagine dense di positività in cui scrive, per esempio, “ho un cuore resiliente. Ecco la mia compagnia: la passione e un cuore resiliente che si è sempre adattato agli urti della vita traendone il meglio…non si chiama sopravvivenza, si chiama vita”. Eppure di momenti dolorosi ne ha vissuti davvero tanti e li racconta, senza filtri e né maschere, in questo suo percorso di disforia di genere per la riassegnazione chirurgica del sesso in tempi nei quali non era ancora un argomento diffuso, conosciuto e facile da trattare.

concludo con alcune sue parole piene di speranza “io sono decisamente convinto che l’unica arma che abbiamo , tutte e tutti, è l’Amore, in ogni sua forma e che soltanto la compassione ci possa salvare dallo scempio disumano che ci circonda”: grazie Massimo!

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