Freme la vita, i sogni di Goffredo Mameli, di Francesco Randazzo, Graphofeel edizioni 2024, recensione di Daniela Domenici

È tornato a “trovarmi” Francesco Randazzo, regista teatrale e prolifico scrittore siculo-romano del quale ho recensito, nel corso degli anni, vari libri e uno spettacolo a Catania
https://danielaedintorni.com/?s=francesco+randazzo
in questa sua nuova opera Randazzo dà vita, con una splendida biografia romanzata, alla figura di Goffredo Mameli, giovane patriota e scrittore, che morì a soli ventun anni in difesa della repubblica romana, del quale sappiamo soltanto che ha scritto il testo del nostro inno che fu poi musicato da Michele Novaro; qui l’autore ne fa un ritratto a tutto tondo perché, nonostante la giovane età, fu una vera star del Risorgimento, visse tra Genova, Milano e Roma, ebbe una grande influenza sulla cultura del suo tempo e fu amico di Giuseppe Garibaldi e Giuseppe Mazzini.
Complimenti a Randazzo per come ha saputo mescolare verità storica e fantasia, dati reali e licenze poetiche, la più pregnante delle quali è la creazione di Righetto, un ragazzino di Trastevere, perché “chi altro avrebbe potuto restituire un’anima popolare, attraverso un sentimento di amicizia e fratellanza col giovane altolocato poeta e restituirgli quell’umanità fanciullesca che la retorica ha ingrigito di polvere? Mameli e Righetto sono due facce della stessa gioventù. Inquieta, pura, appassionata…”; e bravissimo l’autore a caratterizzare Righetto con la sua parlata in puro dialetto romanesco e struggente il loro dialogo all’ospedale quando Mameli spiega a Righetto le parole dell’inno da lui creato: standing ovation!
Estremamente e arricchenti preziose per capire meglio questo periodo della nostra storia sono le settanta pagine di note storiche che troviamo come postfazione, soprattutto la Costituzione della Repubblica romana del 1849, un lavoro di ricerca rigoroso e dettagliato: grazie!