Legami, di Eshkol Nevo, recensione di Loredana De Vita

“Legami” (Feltrinelli, 2024) è una raccolta di racconti scritta da Eshkol Nevo di grande intensità di significato e ricchezza di bella scrittura.
Si tratta di venti racconti che narrano esperienze interiori oltre che fisiche di tanti personaggi diversi e anche contrastanti tra loro che, comunque, appaiono sempre alla ricerca di una verità nascosta nel proprio essere come in quello degli altri, una realtà che possa fare accogliere il divenire della vita anche laddove la vita sfugge e sembra perdere di significato.
Molto intensa la descrizione dei sentimenti interiori, una capacità di lettura dell’inconscio di rara eccezionale bellezza anche nella descrizione del dolore e del male.
I protagonisti sono tutti israeliani, ma quasi in ogni racconto è percepibile il vuoto di senso che sprigiona dal tentativo di dimenticare che i luoghi e gli edifici narrati sono spesso di origine palestinese, dimenticata, abbandonata nell’incuria consapevole o meno della cancellazione dell’altro.
Le storie, ambientate in Israele ma anche fuori di questo Stato, raccontano di legami, da cui il titolo, tra padri e figli, mariti e mogli, fratelli e sorelle, amanti e libertini o persone sole. All’inizio di ciascun racconto è difficile comprendere, fino a quando non sia dichiarata dal nome o dai pronomi e aggettivi, il genere dei protagonisti poiché, difatti, ogni persona, uomo o donna, può attraversare quella storia oppure scegliere di viverla pienamente.
I finali aperti di ciascuna delle storie coinvolgono in modo emozionante il lettore che pensa di poter immaginare possibilità diverse e, anche se queste non sono realizzabili all’interno del libro, potrebbero diventarlo nella vita di ciascuno.
Pur non amando particolarmente i racconti, riconosco a questa raccolta una notevole efficacia comunicativa che spinge alla riflessione da una parte e alla fascinazione delle parole dall’altra.
“Legami” (Feltrinelli, 2024) di Eshkol Nevo è certamente un libro da leggere e amare.