Chiamatemi Anna, al teatro Garage di Genova, recensione di Daniela Domenici

Al teatro Garage di Genova questa sera emozioni ininterrotte e applausi calorosi e meritatissimi per “Chiamatemi Anna”, un monologo scritto e diretto da Deborah Riccelli e interpretato, con la sua nota classe attoriale, da una straordinaria Lucia Vita che ha fatto commuovere ed emozionare il numeroso pubblico presente. La regista è stata presente sul palcoscenico con la sua voce, in una sorta di controcanto con Vita, mentre il regista Lazzaro Calcagno ha prestato la sua per un “fuori campo” interpretando Andrea Costa, amore di Anna Kuliscioff e padre di sua figlia.

Il sottotitolo scelto da Riccelli è “la forza di una donna, la voce di una rivoluzione” perché Kuliscioff è stata non solo la medica dei poveri ma anche un’antesignana delle lotte per i diritti delle donne, è stata una rivoluzionaria nel senso più positivo del termine e ha dimostrato una forza che le ha permesso di ottenere alcuni importanti risultati. Non voleva essere definita, come purtroppo molte donne ancora oggi lo sono, come la compagna di Turati, per questo la regista ha scelto come titolo “Chiamatemi Anna”.

Ancora complimenti di vero cuore a Lucia Vita e a Deborah Riccelli; è uno spettacolo che andrebbe portato nelle scuole superiori per far conoscere ai/lle nostri/e studenti/esse la figura di questa donna straordinaria.