leggendo Bradubury, recensione di Antonella Sacco

Leggendo Bradbury

Due parole al volo, senza neanche molto senso, forse.

Sto leggendo (fra gli altri libri, ne porto avanti sempre due o tre per volta) “Il cimitero dei folli” di Ray Bradbury.

Sono circa a pagina 200 e qualche decina di pagine fa mi sono imbattuta in un cognome, Rattigan, che mi ha immediatamente evocato un personaggio, la protagonista di una altro romanzo di Bradbury, “Costance contro tutti“. Mentre mi chiedevo se il mio ricordo era corretto, poche righe sotto ho letto anche il suo nome: era proprio lei, che è quindi un personaggio anche di questo romanzo.

Entrambi le storie sono, a mio parere, un po’ (un po’ tanto) folli e di sicuro non colgo tutti i riferimenti (molti ad attori o a film precedenti la notte di Halloween del 1954), ma comunque piacevoli da leggere. Bradbury è un grande scrittore, qualunque sia il tema che affronta.

“Il cimitero dei folli” è ambientato a Los Angeles, prevalentemente a Hollywood, negli studi cinematografici: un mondo fatto di tanti mondi (fittizi). Constance è un’ex un’attrice famosa.