Archivio categoria: Adele Libero

Chiove, di Adele Libero

  Steve chiuvenno quanno ‘un sì venuto, ‘a primmavera s’era avvicinata, e l’albero ‘e limone era fiuruto e l’auciello vulava n’coppo ‘o prato.   Je me strignevo forte a l’orsacchiotto, l’ultimo dono ca… Continua a leggere

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Gelusia, di Adele Libero

  Tu ca stanotte nun duorme, nziriuso, e dint’e vvene me viene, annascuso. Tu ca m’he ditto ca nun me vuò bene doppo’ na vita ca steveme nzieme.   Mo vai truvanno e… Continua a leggere

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‘A gelusia (sonetto elisabetto-napoletano), di Adele Libero

  ‘A gelusia è ‘nu sciore cu doje spine, ca cresce dinto o’ core nnamurato, e quase tutta ‘a vita se trascine si l’omme nun è subbeto curato.   ‘A primma spina già… Continua a leggere

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8 marzo 2017, di Adele Libero

  Ma cos’è che t’esprime, stamattina: quel ricciolo sfizioso, il tuo profumo, quel correre bambino del tuo cuore o l’incertezza ferma tra le mani?   In mente gli orizzonti più lontani, il ciclo… Continua a leggere

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I bambini invisibili, di Adele Libero

    Ombre silenti sotto questo muro, un piccolo giardino che combatte con i sussurri di tanti piccini, che finalmente possono parlare.   Storie sepolte negli anni sessanta, faccini andati giù, senza carezze,… Continua a leggere

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Fioritura, di Adele Libero

  Fiorisco ancora in te, come mimosa, il cielo è trasparente, c’è qualcosa che svincola le ali del mio cuore, sospeso sogna e crede di volare.   S’annulla ora lo spazio tra di… Continua a leggere

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marzo, acrostico di Adele Libero

Mantiene il cuore la mia lunga rosa, A quello stelo s’è aggrappato il verde, Ride frattanto il micio sulle zolle, Zolle che proprio marzo ha coltivato. Ormai l’inverno triste è archiviato.

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Carnevale, di Adele Libero

  Come quest’erba lieve, ora spuntata, dopo la pioggia lunga della sera, mi sento nel mio corpo, un po’ sperduta, anche se sembra viva l’atmosfera.   E per le strette vie ci si… Continua a leggere

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addio, acrostico di Adele Libero

  Adotterò da oggi un’altra strada, Di quella vecchia ne ho le tasche piene, Di quei ricordi abbarbicati al muro, Il gelso profumato che tu amavi. Ormai nell’alba c’è solo un gabbiano.

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