“Gemelli sì, ma biovulari” di Marca Sfavilla – Boopen editore

Il leitmotiv di questo libro: la “gemellitudine”, il loro essere un “noi” singolare, un”individualità collettiva”, il loro vivere in coppia pur essendo separati, il patto prenatale che unisce i gemelli per sempre, la telepatia che li lega, la solidarietà, la complicità ma anche la diversità che porta i gemelli a fare scelte di vita diverse, a entrare anche in competizione ma ad amarsi comunque e per sempre al di là di ogni razionalità, oltre qualunque metro di misura terreno.

L’opera prima di questa autrice un po’ misteriosa che si nasconde dietro un nome che profuma di ironia fanciullesca ci ha completamente avvinti, stregati sin dalle prime battute quando descrive, con un linguaggio da vera sportiva, la corsa vincente di “spermatozoa” che crede di essere l’unica ad avere ottenuto il premio finale di fecondare l’ovulo ma la quale si rende conto che è, invece, una vittoria ex aequo, che c’è anche “spermatozoo” con lei a condividerla e da quel momento inizierà la loro convivenza uterina, stringeranno quel patto indissolubile che li terrà legati tutta la vita e che si infrangerà solo con la morte di uno dei due “…ma è lei che ha paura di restare sola, è lei che ha paura di essere un ‘io’, che si è sempre aggrappata a questo ‘noi’ che esiste solo nella sua testa!…” E’ la cronaca di un continuo amare e tradire, sentirsi amati e traditi raccontata con gli occhi di Gemella che narra del patto prenatale che viene infranto al momento del parto perché con la nascita diventano individui con esperienze postnatali diverse; Gemella descrive lo scambio serrato di fisicità, di emozioni e tensioni tra lei e Gemello che stabilisce tra loro un legame unico, indissolubile. Questo libro è, secondo noi, un inno alla “gemellitudine” con tutti i suoi lati positivi e negativi, un’esperienza che segna per sempre la vita dei protagonisti che non dimenticheranno mai quel “contratto biologico” tacitamente sottoscritto durante i nove mesi della loro permanenza intrauterina.

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