“L’arca parte alle otto” di Ulrich Hub e Jorg Muhle, recensione di Daniela Domenici

Sottotitolo: l’esistenza di Dio spiegata ai tre pinguini.

Un gioiello come da tempo non mi capitava di leggere e ammirare questo delizioso libriccino di appena 87 pagine: creatore dei testi Ulrich Job, autore e regista di numerose opere teatrali alcune delle quali per ragazzi, e disegni di Jorg Muhle, illustratore con studi in Germania e in Francia.  Ottima la traduzione dall’originale tedesco “An der Arche um Acht” di Berenice Capatti

Questa piccola opera d’arte è stata già tradotta in otto paesi e ha vinto diversi premi in patria e altrove e se li merita davvero tutti intriso com’è di commovente ironia, amore per l’umanità in generale e verso gli animali in particolare e di profonda fede.

In breve è la storia dell’Arca di Noè e di tre pinguini che devono salirci e di una colomba-messaggera alquanto sui generis ma questa sintesi non rende l’idea di cosa sia in realtà “L’arca parte alle otto”: è una storia che ci fa commuovere, ci fa sorridere ci fa riflettere grazie anche ai dolcissimi disegni di Muhle che sono il perfetto “pendant” delle parole di Hub.

Voglio concludere con le ultime parole del libro che sono anche un inno all’amore non necessariamente etero perché uno dei tre pinguini e la colomba si sono innamorati dopo che, per necessità (e scoprirete quale solo leggendolo) si sono dovuti mettere in coppia: “da quel giorno la colomba e il pinguino sono inseparabili. Certo, ogni tanto qualche animale sostiene che le cose non devono andare così. I serpenti a sonagli, in particolare, continuano a dire che Dio non avrebbe mai ammesso un’unione simile. Ma la colomba e il pinguino non ci badano perché hanno trovato il vero amore”.

 

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