“Tutto per un cane” di Ann M. Martin, recensione di Daniela Domenici

“Anna Martin alterna ad arte storie di cani e di uomini e le fa confluire l’una nell’altra in un finale che ci lascia commossi e appagati” scrive Kirkus Reviews e aggiunge Publishers Weekly “Gli amici degli animali di tutte le età ameranno questo romanzo”: faccio parte di questa categoria e sono rimasta commossa, divertita e intrigata da questo libro in cui tre vite, quella di un padre, di un figlio e di un cane s’intrecciano in una storia che parla di incontri e separazioni, di abbandono e di rinascita, della morte e dell’irrinunciabile ricerca della felicità che accompagna la vita perché, come sostiene una frase della quarta di copertina che mi trova totalmente consenziente, “i cani e coloro che li amano hanno un modo speciale di trovarsi”.

Anna Martin è autrice di libri per ragazzi che hanno venduto milioni di copie nel mondo e prima di questo “Tutto per un cane”, titolo originario “Everything for a dog” tradotto da Valentina Zaffagnini la casa editrice Salani aveva pubblicato il suo “Memorie di un cane randagio”.

Il cane al centro della storia della Martin cambia nomi nel corso della sua vita come ci racconta perché alla nascita la madre lo ha chiamato Bone, Osso, e la sua sorellina, da cui poi sarà separato, Squirell, Scoiattolo. La prima coppia di persone che lo trovano e lo adottano lo chiamerà Simon e dopo un lungo e doloroso peregrinare incrocerà il suo percorso con quello di un bambino, Henry, che gli darà il nome di Buddy e, soprattutto, tanto amore e voglia di ricominciare a credere negli esseri umani.

Splendida e perfetta anche la foto di copertina che ritrae un cagnolino dallo sguardo dolce e fiducioso: Bone-Simon-Buddy parla al cuore di chi ama tutti gli animali, e i cani in particolare, senza bisogno di altre parole.