“Cuori imperfetti” di Patrizia Varetto, recensione di Daniela Domenici

Cuori imperfetti: un abbinamento imprevedibile tra un organo che è il motore di tutto il corpo umano ma che può essere imperfetto nel suo funzionamento se dei sentimenti negativi come la rabbia, la sfiducia, il disamore e la sofferenza silenziosa lo permeano e lo sconvolgono.

E così sono i cuori dei tre principali protagonisti di “Cuori imperfetti”, splendido romanzo d’esordio di Patrizia Varetto, edito da Mondadori, che ha ambientato questa storia nella “sua” Torino che viene descritta in alcuni momenti come inquieta, a tratti violenta e tragica, in altri bellissima e scintillante; in questa città si dipana la storia di Luca, Carla e suo figlio,  l’adolescente Alessandro, che dopo alterne vicende riusciranno a trovare un sentiero per uscire dalle loro rispettive solitudini.

Come avrete capito è un libro che prende totalmente, intriso anche d’ironia ma che non fa sconti sulle difficoltà, le ipocrisie, le goffaggini che segnano i nostri rapporti affettivi e spesso li intrappolano; la scrittura della Varetto è delicata e dolce, compartecipe, sa ascoltare la voce anche sottile di ogni sentimento e lo analizza in profondità. Solo facendo silenzio e scrutando con attenzione si scopre che il cuore di ognuno di noi è imperfetto ma tra le sue pieghe, nascosta tra rabbia e dolore, è nascosta la linea della felicità.

Leggiamo nella biografia che l’autrice nella sua “vita precedente” è stata per molti anni dirigente nel settore dell’editoria e in quello della comunicazione; poi ha smesso di lavorare e nella “nuova vita” ha scritto questa sua struggente opera prima a cui, ci auguriamo, darà presto un seguito.