Accadde…oggi: nel 2010 finiva la mia attività di volontaria nel carcere di Augusta

10 febbraio 2010: Niente più carcere

Poco fa mi sono dimessa, anzi, mi hanno costretta alle dimissioni da volontaria con un dolore enorme, lo potete immaginare, dopo più di due anni in cui ho dato l’anima là dentro.

Ma come si può combattere contro l’ottusità, contro la chiusura mentale, contro i mulini a vento di coloro che dovrebbero dirigere una struttura così difficile come un carcere ma che si dimenticano che l’art.27 parla di rieducazione, che i detenuti non sono numeri o animali ma uomini che, per quanto abbiamo commesso reati per cui stanno scontando la pena, rimangono uomini con cui si può dialogare, non appestati da allontanare.

Purtroppo non tutte le carceri sono come Bollate, di Bollate ce n’è una sola e, forse, poche altre, ho provato a combattere ma oggi depongo le armi definitivamente, c’è un limite a tutto.

Ringrazio coloro che in questi due anni, tra il personale in servizio, si sono comportati umanamente verso di noi, soffro maledettamente per non poter più avere quel dialogo instaurato con alcuni detenuti che serviva a far crescere sia me che loro.

Proprio poco fa ho avuto una lezione di Corano da un ragazzo del Senegal che mi ha fatto capire molte cose su questa religione così diffusa, una delle tre grandi religioni monoteiste, ogni volta era così: gocce di acquisizioni perché nel “nostro” carcere (e continuerò a pensarlo così dentro di me) ci sono decine di lingue e nazionalità diverse da cui c’era solo da imparare.

11 febbraio 2010: Niente più carcere, secondo giorno

Ieri 10 febbraio 2010 mi sono dimessa, anzi, mi hanno costretta alle dimissioni …pazienza, spero solo che continuino a scrivermi lettere e che così possa continuare a essere la loro voce all’esterno.

15 febbraio 2010 Niente carcere, sesto giorno: oggi era uno dei giorni del cineforum…:-(

Sì, oggi, dopo più di due anni ininterrotti, a parte l’intervallo estivo e quello delle festività del calendario che, comunque, non avremmo voluto perché sono i giorni in cui c’è più bisogno di calore umano, di volontariato, per la prima volta niente cineforum…

…oggi toccava alla sezione di A.S, quella che seguiva con più interesse questa nostra attività trattamentale sia perché non ne hanno altre a parte l’iconografia bizantina che alcuni di loro seguono da tempo con dei bravissimi docenti della materia e la frequenza a scuola, sia perché è risultata la sezione più interessata al dibattito pre e post-proiezione film.

Mi auguro che almeno il progetto, fortemente voluto da uno di loro, Francesco, di fare teatro all’interno della sezione (nello specifico una novella di Pirandello), possa attuarsi, glielo auguriamo con tutto il cuore.

16 febbraio 2010 Niente carcere, settimo giorno: il tam tam di radio carcere funziona!!!

Che bello sapere che si è diffusa la voce tra le varie sezioni che da sette giorni non siamo più volontari in quel carcere e non per nostra volontà…come in una sorta di tam tam umano, un passaparola, che dimostra quanto affetto abbiamo “seminato” in questi due anni, quanto siamo stati apprezzati e amati, pur nel nostro piccolo, da coloro a cui il nostro volontariato era diretto…

che bello scoprire questo attraverso le parole di uno di loro che, pur non trovandosi nelle condizioni ideali per scrivermela, mi ha fatto arrivare oggi una lettera in cui mi dice, parole testuali che copio, “…poi mi sono informato se venivi al cineforum e mi dissero che non ti vogliono più far entrare qui in carcere perché mantieni troppi contatti con noi reclusi; così io ho pensato che anche la posta a te indirizzata viene bloccata…”

Grazie, ragazzi, mi mancate tutti, spero vi arrivi il mio pensiero affettuoso…

17 febbraio 2010 Niente carcere, esattamente una settimana fa…

Mi è appena arrivata questa lettera, la copio esattamente com’è scritta, commozione…

“Carissimi Nino e Daniela,

sono appena tornato dal cineforum e vi scrivo qualche rigo per esprimervi il mio dolore per ciò che vi hanno fatto! Sono cose da pazzi, persone come voi che si prestano ad essere vicino a chi si trova rinchiuso vengono “MALTRATTATE”  per la loro disponibilità ad esternare i sentimenti di vera umanità che hanno nei confronti di tutti e specialmente in chi soffre…non ci sono parole! Voglio dirvi che mi dispiace veramente e che era bello incontrarvi ogni tanto nei corridoi e col vostro sorriso e simpatia mi davate forza e speranza che il mondo non è solo bruttura.

Persone come voi rendono migliore il genere umano.

Mi auguro di cuore che avrò presto il piacere di incontrarvi fuori da queste mura dove a parole sono tutti propensi a migliorare le cose, ma nei fatti sono repressivi e chiusi a tutto ciò che è nuovo e sconosciuto ai loro cuori…

Termino con un abbraccio di vero affetto ed amicizia”

Di nuovo nel “nostro” carcere

Dopo 6 mesi e 5 giorni oggi ho rimesso piede dentro il “nostro” carcere grazie alla visita ispettiva; non ci crederete ma per me è stata una vera emozione perché dopo più di due anni trascorsi là dentro quasi ogni mattina e dopo questi mesi di assenza non voluta… mi mancava!!! Mi prenderete per folle, lo so, e ne avete tutte le ragioni…come si può sentire l’assenza di un luogo come il carcere da cui la gente “normale” non vede l’ora di scappare? Io non sono normale e chi mi conosce bene lo sa già da un pezzo.

Oggi due episodi avvenuti in due luoghi diversi del “nostro” carcere mi hanno commosso e voglio condividerli con voi.

Il primo è avvenuto nelle cucine, sempre durante la visita ispettiva; ho visto che tra i detenuti-lavoranti ce n’era uno alto e con la pelle nera corvina, mi sono avvicinata e ho riconosciuto (e anche lui mi ha riconosciuta subito) quel detenuto del Senegal che durante una delle tante volte che abbiamo fatto cineforum un giorno mi ha dato una lezione estemporanea su di un insegnamento del Corano che mi è rimasta impressa e che mi ha fatto capire perché i detenuti musulmani più credenti mi salutavano, ogni volta che ci vedevamo, con la mano destra sul petto. E oggi io, memore di quell’insegnamento, l’ho salutato così e lui ha sorriso senza parlare e ha ricambiato il saluto allo stesso modo.

L’altro momento per me emozionante è stato quando durante la visita siamo andati in una delle sezioni da poco riaperte dove sapevo che c’è uno dei detenuti con cui, in quei due anni, abbiamo stretto un legame di stima e affetto oltre al fatto che ho pubblicato nel mio sito tante sue poesie e due fiabe; volevo riabbracciarlo dopo tanti mesi e quando mi ha visto apparire davanti alla sua cella è stata così tanta la sua emozione che non finiva di ripetermi “che splendida sorpresa che mi hai fatto, grazie”.

tra pochi giorni sarà pronto il mio libro “Voci dal carcere” in cui ho raccolto molte delle lettere ricevute dai detenuti di questo carcere e di altre quattro carceri italiane e i miei scritti, compreso, questo sull’argomento CARCERE…

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