“Colazione da Tiffany” al teatro della Pergola, recensione di Fausta Spazzacampagna

Chi pensava di vedere la trasposizione teatrale del famosissimo film di Blake Edwards, con l’indimenticabile Audrey Hepburn e George Peppard, è senz’altro rimasto sconcertato sulle prime battute perché lo spettacolo è assolutamente distante dal film essendo più aderente al libro di Truman  Capote, un vero gioiello, forse il libro più bello dello scrittore. Non  racconto la trama che è conosciuta….tranne che per il finale dove,  dopo aver abbandonato il suo gatto, di Holly si perdono le tracce. Ci troviamo davanti, invece, ad una commedia brillante, leggera e malinconica: Holly Golithly è una ragazza americana arrivata a New York, un po’ lolita e un po’ traviata, intorno alla quale ruotano molti personaggi ispirati al mondo del West End, tutti un po’ innamorati di lei …nessuno che possa dire di averla per sé. Tra questi è il giovane scrittore William Parsons, interpretato da Lorenzo Lavia (figlio dell’attore e regista Gabriele Lavia e dell’attrice Annarita Bartolomei) che dà vita ad un personaggio timido e impacciato, affascinato dalla ingenuità e la maliziosità di lei. E’ lui che, insieme al barista Joe Bell, fa da guida tra le pagine del testo teatrale. Francesca Inaudi (conosciuta attraverso l’interpretazione di una poliziotta nella serie televisiva “Distretto di Polizia) sa dosare con intelligenza e grazia la frivolezza di Holly e la sua ingenuità, ispirandosi a Marilyn Monroe – che Capote aveva indicato come interprete del personaggio – senza mai farla sembrare svampita. Oltre a loro ci sono i nove personaggi che frequentano Holly, ben cesellati dagli attori, anche se per alcuni si tratta di poche battute. Il regista Piero Maccarinelli utilizza l’adattamento di Samuel Adamsons, con la scena di Gianni Carluccio  che si sviluppa su due piani in un continuo salire e scendere – ottenendo così i vari cambiamenti di luogo restando sempre all’interno della stessa scenografia. Uno spettacolo fresco e intrigante, a volte al limite della trasgressione (come la scena in cui Holly recita completamente nuda – anche se distesa sul tappeto o coperta da una vestaglia trasparente) premiato dal pubblico con lunghi e calorosi applausi.