“The 24 hr plays” al teatro della Pergola

Sottotitolo: quattro pezzi teatrali ispirati a quattro canzoni di Tony Bennett

In queste parole si racchiude l’essenza del “gioco”, come l’ha definito Maria Amelia Monti, presentatrice dell’evento ieri sera al teatro della Pergola di Firenze, un format americano che è stato portato a termine in 24 ore, appunto, da 14 attori e attrici, quattro registi, quattro aiuto registi e, naturalmente, quattro autori teatrali.

Questi ultimi avevano il compito di creare in una sola notte un breve testo teatrale su una delle quattro canzoni di Tony Bennett che sono state poi state cantate da lui durante la serata e ieri mattina all’alba, alla consegna dei testi, quattro gruppi di attori e attrici, aiutati da un regista e un aiuto, hanno iniziato a imparare i copioni appena creati per metterli in scena la sera stessa.

Le quattro canzoni di Tony Bennett scelte per questo gioco teatrale sono state, in ordine strettamente cronologico di apparizione sul palco, “The good life”, “Once upon a time”, “The best is yet to come” e “Maybe this time”, tutti brani celebri cantati, con la celebre voce e con la stessa, inesauribile grinta da vero leone del palcoscenico, da Tony Bennett.

Alla prima canzone si è ispirato Edoardo Erba che ha affidato la regia di “La bella vita” ad Alessandro D’Alatri e i tre protagonisti erano Lina Sastri, Federica Di Martino e Paolo Lorimer. La seconda canzone è diventata, nella versione di Alberto Severi, “Sotto il salice” ed è stata diretta da Gabriele Lavia che ne è stato uno dei quattro interpreti insieme a Umberto Orsini, Cristina Borgogni e Micaela. Il terzo brano teatrale era “Italian Cabaret” scritto da Stefano Massini, diretto da Maurizio Scaparro e interpretato da Enrico Fink, Luisa Cattaneo e Michele Andrei. Il quarto e ultimo è stato intitolato “Chat” dall’autore, Roberto Cavosi, diretto da Ferdinando Ceriani e interpretato da Monica Guerritore, Fulvio Cauteruccio, Lucilla Mininno e Francesco Montanari.

Date queste premesse, uguali per tutti, che sono la base di questo format bisogna dire che si sono distinti alcuni attori e attrici tra i quattordici e lo stesso vale per gli autori. Il quarto e ultimo è stato, secondo il mio personale parere di critico teatrale, il migliore sia per l’originalità del testo di Roberto Cavosi che per la recitazione dei quattro attori abilmente diretti da Ferdinando Ceriani. Una formidabile Monica Guerritore, irriconoscibile con una parrucca bionda, e un bravissimo Fulvio Cauteruccio, “aiutati” da Lucilla Mininno e da Francesco Montanari, hanno dato vita a una piece frizzante e moderna e ci sentiamo di suggerire a Monica di interpretare più spesso parti come quella di ieri sera e tralasciare, per un po’, ruoli drammatici. Ci è piaciuto molto anche il primo pezzo, quello creato da Edoardo Erba e diretto da Alessandro D’Alatri  in cui un bravo Paolo Lorimer ha dato vita a un marito che tenta di fare il seduttore con la commessa di una profumeria, la sensuale Federica Di Martino, mentre la moglie, la brava Lina Sastri, è lì per scegliere un profumo.