Grecia: che crisi! a cura di Adele Libero

Dopo i confetti, escono i difetti!! Questo simpatico detto può essere utilizzato per descrivere in sintesi quello che è successo dopo l’introduzione nei nostri borsellini, a partire dal 2002, della nuova moneta europea, l’Euro.

Per ragionare in termini super-semplici, come mi è stato suggerito, dobbiamo ricordare prima di tutto che l’integrazione Europea, decisa nell’immediato dopo-guerra, ha trovato la sua massima espressione proprio nell’utilizzo dell’Euro, quale moneta di tutti i Paesi Membri.  Quando ci si sposa finanziariamente, però,  tutti i “fidanzati” chiedono agli altri se sono appunto finanziariamente uguali a loro, per non creare squilibri. Ci ricordiamo forse tutti dei sacrifici richiesti agli italiani per entrare nell’Euro, per rispettare i parametri di Maastricht, cioè per arrivare ad una situazione economica stabile, senza eccessivo indebitamento né eccessiva  inflazione e con una produzione globale del Paese sufficientemente uguale a quella degli altri.

Ecco, una volta che ciascuno stato dichiarò di essere pronto ad entrare nella moneta unica, questa divenne valuta ufficiale. Solo che alcuni Stati non avevano detto tutta la verità: ad esempio proprio la Grecia, aveva mentito, sottovalutando molto i propri debiti verso l’estero,  sopravvalutando il proprio reddito Paese e mentendo su enormi “buchi” nei bilanci.

Ma, purtroppo, in campo finanziario le bugie non reggono, soprattutto se poi si susseguono crisi finanziarie internazionali.

Ecco che le Agenzie di Rating, a fine 2009, iniziarono a temere che la Grecia potesse avere delle difficoltà a rimborsare il suo debito sovrano (i titoli emessi dallo Stato, come in Italia avviene per BOT, CCT, etc). Dando un giudizio sempre più cattivo alle emissioni di nuovi debiti, la Grecia doveva pagare sempre più salato il conto per gli interessi sul debito stesso.

Per questo i Paesi europei e i Fondi Mondiali vennero in soccorso con nuovi soldi. Ma chiedendo, in cambio, grossi sacrifici ai greci: tagli negli stipendi e pensioni, nuove tasse, licenziamenti di impiegati statali e via via sempre più sacrifici insostenibili.

Il piano di austerità ha comportato un rallentamento sempre più marcato dei consumi e quindi dell’economia, lo scontento fra la popolazione è montato verso i politici, incapaci di tenere la situazione sotto controllo. E ancora oggi, con l’economia quasi al collasso, vediamo che si profila la proclamazione di un nuovo Governo, sostenuto da più partiti, anche di idee diversissime, proprio per il bene del Paese.

La Grecia si sta oggi chiedendo se l’ingresso nella moneta unica sia stato un beneficio oppure no. Montano i rimpianti per la vecchia “dracma”, una moneta che forse meglio rispecchiava la sua situazione finanziaria, ma anche la sua la cultura e la sua civiltà.

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Faults do come out after the wedding!! This idea can be applied in order to summarize what has happened after the introduction, in 2002, of Euro, the new European currency.

In order to explain very very simply, as requested, what happened, we have to remember, in the first place, that the European integration, decided soon after World War II, reached its peak in adopting Euro as currency of all Member Countries. But when you decide to marry someone, usually, the fiancée need some information about the financial situation of his fiancée to see if it is more or less similar to his, also to avoid unbalances. We can all recall the sacrifices asked to Italy  from Europe in order to comply with Maastricht requirements, so as to have a stable economic situation, with bearable debts,  not too much  inflation and a per-head  Global National Product similar to that of the other Member countries.

Then, as soon as each country declared its compliance for coming into Euro, this became the official currency. But some Nations  had told lies: among them Greece had told lies under evaluating  its foreign debts, up-valuating its National Product and not mentioning about big shortfall in its balance sheet.

Well, as you know, in  finance, lies don’t last for long, especially when soon after you have many international financial crisis.

So the Rating Agencies, late in 2009, started to think that Greece would have some difficulties in reimbursing its Sovereign Debt (the Government Bonds, similar to Italian BOT, CCT, etc.). By giving an increasingly worse evaluation to new Debt issued by Greece, this had to pay an increasingly high bill for the interests on its Debt.

At this point European Countries and International Monetary Fund decided to help with New Money. But asking, in return, many sacrifices to Greek people: cuts to salaries and pensions, new taxes, dismissals of governmental  employees. Unsustainable sacrifices.

The austerity implied an important slowdown in the consumes and in the economy. People complained about, also because the Government hasn’t been able to keep the situation under control. Today, with an economic situation almost collapsed, a new Government after the elections, is being formed by many political parties, even the ones with very different ideas, for Country’s sake.

Greece is thinking if its participation to Euro has been a good idea. Many regrets can be seen for the old “drachma”, a currency that maybe better reflected their financial situation, their culture and their  civilization.

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