La commedia di Candido, recensione di Fausta Spazzacampagna

Una location piena di suggestione, la Villa Gerini di Colonnata, nelle cui splendide sale si svolge “La Commedia di Candido” di Stefano Massini, spettacolo presentato dal Nexus Studio, ideato da Gisella Marilli che è anche l’aiuto regista.

I personaggi: l’ingenuo Diderot con la moglie Nanette prepotente e un po’ isterica, l’ipocondriaco Rousseau con la sua compagna Therese, popolana rozza e chiassona, e Voltaire, volubile e viziato, con la sua superficiale moglie sempre in agitazione.

Con loro le due cameriere di Voltaire, Ivette e Clementine, il gesuita e il luogotenente dell’esercito a simbolizzare lo Stato e il Clero.

Centro e motore di tutta la storia una donna, intrigante, affascinante, maliziosa, capace di inventarsi nei personaggi più strani…. Augustine, che per 500 franchi da serva in casa Diderot si presenta come medico in casa di Rousseau e come gran dama in casa di Voltaire, che inganna tutti ma alla fine risolve l’intricata vicenda con uno dei suoi colpi di genio.

Un testo divertente e poetico, ironico e dissacrante che, nel raccontare gli intrighi che si intrecciano attorno al misterioso libro di Voltaire, prende simpaticamente in giro l’Età dei Lumi; un testo che mentre diverte fa pensare, intelligente ed interessante. Si riflette su temi che sono attuali: le donne, la guerra, la libertà di espressione, pur trattandoli con uno sguardo sorridente…..

Un cast stellare per questa “commedia” nell’ordine in cui appaiono: Diderot è cesellato da Rosario Campisi – che è anche lo splendido regista dello spettacolo – ed Eleonora Cappelletti deliziosa prepotente Nanette….

Un grande Marcello Sbigoli che caratterizza in modo fantastico il burbero Rousseau, e la fantastica Gaia Nanni, divertentissima Therese

Ancora Rosario Campisi è un incredibile Voltaire con Chiara Luccianti complice con le cameriere e attenta a non irritare il suo lunatico compagno.

E perfetti nelle loro parti Cristiana Ionda e Giada Menicheschi, le cameriere di Voltaire, nonché Lapo Botteri (il gesuita) e Lorenzo Tarocchi (il militare)

Infine la grande, grandissima Maria Paola Sacchetti, splendida Augustine, divertente e accattivante, bella e bravissima.

Perfette le scene, bellissimi i costumi, suggestivo il clavicembalo che accoglie gli spettatori e fa da colonna sonora all’ultima scena, e bravi anche i valletti che fanno da guida al pubblico negli spostamenti.

Uno spettacolo da vedere e rivedere – non perdetevelo…..ci sono ancora repliche!