Teatroterapia a scuola di Daniela Domenici

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Ieri terzo giorno di scuola per me  e ancora una nuova emozione: la prima lezione di teatroterapia.

Sono anni, ormai, che faccio il critico teatrale, prima in Sicilia e poi qui a Firenze; mi mancava l’esperienza, che desidero profondamente da sempre, di stare dall’altra parte del palcoscenico per mettermi alla prova. Ieri, anche se per pochissimi minuti. È accaduto e voglio raccontarvelo.

Nel pomeriggio è venuta una ragazza che si sta specializzando, per i suoi studi universitari, in teatro-terapia e ha iniziato questo ciclo di incontri con i bimbi della classe in cui starò fino a giugno. Eravamo presenti io e il collega di italiano. Nessuno dei due sapeva come sarebbe stata questa prima lezione, cosa sarebbe successo, eravamo tutti emozionati allo stesso modo.

L’insegnante ci ha fatto sedere tutti in circolo e ha chiamato i bimbi, uno alla volta, vicino a lei per “eseguire” il compito “attoriale” che lei aveva spiegato poco prima. Sembrava una cosa facile ma così non è stato per alcuni bambini, l’emozione del pubblico gioca brutti scherzi, lo sanno bene anche i grandi del palcoscenico. Alcuni, invece, ce l’hanno fatta rivelando, imprevedibilmente, già la “stoffa” di un probabile, futuro piccolo attore o attrice.

Applausi per tutti e l’insegnante, a sorpresa, ha chiesto poi ai bimbi “lo facciamo fare anche ai prof?” e loro, in coro, naturalmente “siiiiiiiiiiiiiiiiiiiii”. Sia il collega che io abbiamo accettato subito di buon grado improvvisando; il mio collega è stato davvero formidabile, sembrava non avesse fatto altro prima di ieri, io ho provato divertendomi, assolutamente disinvolta, come se fosse la cosa più naturale del mondo.

Applausi anche per noi e la lezione di teatro-terapia è poi continuata con altri “esercizi” per i bambini davvero interessanti; dopo le prime titubanze tutti hanno cominciato a prenderci gusto e a “eseguire” quello che l’insegnante suggeriva.

Un’esperienza che mancava al mio carnet denso per età anagrafica, mi sono sentita libera, bambina in mezzo ai miei bambini e non vedo l’ora che arrivi il prossimo mercoledì.