Il focolare della fattoria del pino al teatro Ravanusa di San Giovanni La Punta (CT) di Daniela Domenici

il focolare della fattoria del pino

Ancora un nuovo teatro da aggiungere alla lunga lista di quelli in cui ho avuto il piacere di essere presente in qualità di critico teatrale: ieri pomeriggio siamo andati al teatro Ravanusa di San Giovanni La Punta, uno dei paesi che sorgono alle pendici dell’Etna, per assistere e applaudire “Il focolare della fattoria del pino” che il drammaturgo e regista teatrale catanese Davide Gullotta, da me recentemente intervistato, ha creato ispirandosi alla novella “Nedda” di Giovanni Verga che tratta un tema che fu sempre al centro della sua attenzione e di quasi tutte le sue opere: la condizione dei “vinti”.

La novella è stata solo lo spunto per Gullotta per farci conoscere meglio Giovanni Verga durante gli anni della sua ascesa come scrittore, dal 1869 al 1874, e per far questo lo ha fatto affiancare dai vari membri della sua famiglia e lo ha immaginato mentre “interloquisce”  con i personaggi della sua novella “Nedda”, rivivendo fatti e momenti con assoluto rigore storico che è la sua cifra distintiva, il suo valore aggiunto.

Quindi sono quasi due storie che s’intrecciano e interagiscono, quella di Nedda e quella della famiglia Verga i cui costumi, splendidi e fastosi, sono stati curati da Rosy Bellomia mentre quelli di Nedda e degli altri personaggi della novella, poveri ma dignitosi, sono stati forniti da Cine Teatro Ambrosiana. I bei fondali dipinti della scenografia, che riproduce una piazza di Ravanusa a metà dell’Ottocento (piazza che, tra l’altro, si trova geograficamente a un passo dal teatro) sono opera di Franco Sardo, la consulente musicale, nonché aiuto regista, è Loredana Midolo, le luci, la fonica e la fotografia di Luigi Contino, la sarta  Lucia Signorelli e il direttore di scena Patrizia Raponi.

Dopo il cast tecnico eccoci a quello degli attori e attrici che hanno dato vita a quest’opera; i miei complimenti vanno, in primis, alla giovane e bravissima Giusy Vinciguerra che ha dato vita a una Nedda dolorosa e commovente, a Melita Basile che ha “disegnato” perfettamente la madre, anzi mamà come viene chiamata, di Giovanni Verga, al bravo Giuseppe Gumina, lo zio Giovanni di Battiati che è l’anello di congiunzione tra le due storie, a Martina Longo, una deliziosa e toscanissima Giselda Fojanesi amata da Verga, a Saki Cocuzza che delinea un compassato Giovanni Verga, ad Alessandro Coppola che è Janu, il tenero innamorato di Nedda, alla brava Claudia Guarneri che interpreta Rosa, la sorella di Verga succube della madre.

Completano il cast Luca Andrea Coco – Mario Verga, Loretta Ferro – Concetta la Castalda, Pina Torrisi – Carmela, Enza Cabbanè – Vanna, Mariella Siciliano – Pina, Pippo del Popolo . Niria il Castaldo, Alfio galvagno – Ignaziu, Annamaria Bulla – Anna.

Grazie ancora a tutto il cast per l’accoglienza calorosa che mi ha riservato, è stato un piacere immenso collaborare, nel mio piccolo, per la riuscita di quest’opera.