Vangelu secunnu Cinzia Caminiti Nicotra, recensione di Adriana Di Giacomo

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Storia di Gesù dalla nascita alla licenza elementare  liberamente ispirato ai Vangeli apocrifi –

Letture e canti con Cinzia Caminiti Nicotra – Paolo Capodanno – Roberto Fuzio – Tiziana Giletto – Rosalba Sinesio il 5 Gennaio 2013 al “Cantiere” – Aci Catena (CT)

…E quindi entrammo e ci trovammo tra le stelle.

Dentro una bomboniera tutta blu, un localino davvero raffinato dove appena entri ti offrono tozzetti di pane caldo condito e un bicchierozzo di vino buono, un palchetto anch’esso blu e una scenografia che la guardi e sorridi compiaciuto: tutti i colori possibili e immaginabili, pezze colorate dappertutto e poi candele profumate, leggii, strumenti musicali antichi… Mi siedo. Sto comoda!

Un effetto di luci a forma di stelle mi avvolge e sono lì che aspetto l’inizio. Comincia lo spettacolo: Il primo brano lo conosco: è un canto popolare antico, le tre donne entrando dalla sala, si portano sul palco quindi cominciano a leggere, leggeranno per due ore una storia che tutti conosciamo: la vita di Gesù bambino che nasce in una grotta al freddo e poi cresce e viaggia per sfuggire ai soldati di Erode e gioca e va a scuola e incontra per la prima volta (e ad ognuno di loro questo incontro segnerà il destino) personaggi a noi noti e conosciuti(Giuda, La Veronica, I due ladroni, Matteo… Nicola…) e fa miracoli (buoni e “discoli”) e fa arrabbiare mamma, papà e i maestri e poi alla fine ottiene la tanto “sudata” licenza elementare…

Tre affabulatrici, Cinzia Caminiti Nicotra, Tiziana Giletto e Rosalba Sinesio, vestite elegantemente di nero ci accompagnano in questo percorso, insieme a due musicanti Paolo Capodanno e Roberto Fuzio che trattano le note e i suoni e i rumori e i soffi e le sottolineature come battute del copione.

I canti popolari e le musiche originali composte dagli stessi ed eseguiti dal vivo si mescolano al testo e diventano un tuttuno, musiche e parole magicamente intrecciate rendono piacevolissimo l’ascolto. E poi intesa perfetta sul palco per uno spettacolo tutto giocato sulle sensazioni dove le atmosfere vengono ricreate da piccole cose:il rumore di una sega, sospiri, battiti d’ali, acqua che scorre, vento che soffia. Ci si immerge in questo cielo stellato e ci si lascia andare.

Tre belle prove d’attrice per le interpreti femminili che passano con disinvoltura e maestria dai ruoli tragici a quelli comici. Intensa fino a commuovere, e pure leggera ed ironica, Cinzia Caminiti Nicotra sia nella parte recitata che come interprete di canti popolari, lo stesso dicasi di Rosalba Sinesio: davvero incisiva nei ruoli leggeri e dalle buone performances canore (e in questo caso c’è da sottolineare come spesso le due voci riescono a mescolarsi diventando magicamente una sola). Alla giovane e molto convincente attrice Tiziana Giletto è stato affidato anche il difficile compito di rendere coinvolgente un particolarissimo quanto mai applaudito momento dell’evento teatrale: ed eccola eseguire quella pizzica salentina (utilissima per l’economia dello spettacolo) con la dovuta grazia e leggiadrìa.

Per Paolo Capodanno e Roberto Fuzio polistrumentisti eclettici, rumoristi e chi più ne ha più ne metta, ai quali è stata affidata l’efficace colonna sonora, applausi e complimenti davvero sentiti: In due soltanto e sembrano un’orchestra: chitarre, flauti, flautini, friscaletti, mandolini, cimbali: tutti suonati con grande competenza. Commovente la parte del flauto traverso del tema musicale e quello della tenerissima ninna nanna eseguiti magistralmente da Paolo Capodanno; per non parlare dei magnifici accompagnamenti alla chitarra, dell’ottima prestazione attorale di Roberto Fuzio nel ruolo di Nichi (una chicca che ometto di rivelare, come promesso all’autrice, affinchè non si perda la sorpresa), e del suo quanto mai trascinante e virtuosistico assolo di tamburello, tutti brani eseguiti da questo “nostro” ottimo musicista- attore

Il testo di Cinzia Caminiti Nicotra scritto in dialetto siciliano “antico”, rievoca ricordi ormai sopiti, che improvvisamente ritornano alla mente grazie all’uso di alcuni termini ancestrali che riaffiorano e commuovono…. esso è un piccolo capolavoro di scrittura teatrale, elegante, sobrio mai volgare e dissacrante quanto basta. La messa in scena, in forma di oratorio dà ancora di più la possibilità di godere di questa perla: la narrazione. Lo spettatore ne gode e ora si commuove, ora ride, ora ammicca ora ritrova “perché”, ora batte le mani e “schiocca le dita” e partecipa sempre e per tutte due le ore di performance mai nulla e nessuno riesce a distrarlo. E’ lì occhi negli occhi dei protagonisti, tutto proteso all’ascolto e ne assapora ogni sua parte.

Una bella storia, antica, che a volte si fa poetica altre volte ironica, qualche volta greve altre volte comica… e descritta, finalmente, in maniera profana ma senza per questo mai perdere la religiosità dell’evento come fatto d’arte. Una storia che racconta un Bambinello terreno così come appare nei presepi o nelle immagi sacre oppure nei Vangeli apocrifi con quei “simpatici” anacronismi ai quali l’autrice si è ispirata e dai quali ha preso a piene mani, di cui però, l’immaginario collettivo nemmeno si accorge:

( Gesù Bambino appena nato già benedice mamma e papà e poi accoglie, seminudo e seduto comodo con l’aureola e tutti gli angeli intorno, i Re Magi….) Bellissima ed appropriata quindi la proiezione sulle teste degli spettatori, (in alto sul tetto), di alcune immagini della sacra famiglia e del Bambinello durante il canto finale: ci è servita a riassumere l’affascinante storia che abbiamo lì lì ascoltato…

E infine intrigante il titolo del lavoro: Vangelu secunnu Cinzia Caminiti Nicotra perchè come dice l’autrice: “chiunque può scriverlo un Vangelo apocrifo (cioè falso). Questo è il nostro!”.

Due ore sono sembrate un soffio.

Giusto il bis: La ninna nanna a tre voci merita d’essere riascoltata.

Bravi tutti. Questo spettacolo è degno di essere visto…

E dire che non ci volevo venire, mi ha trascinata un amico e sono felice d’esserci stata.

Grazie.