La circonferenza delle arance di Gabriella Genisi, recensione di Daniela Domenici

la circonferenza delle arance

Poco più di un anno fa scoprivo, per caso, in biblioteca il secondo libro di Gabriella Genisi e scrivevo questa recensione
https://danielaedintorni.com/2011/12/22/giallo-ciliegia-di-gabriella-genisi-sonzogno-2011/
a distanza di un anno, sempre nella stessa biblioteca, ho trovato il primo libro della serie, “La circonferenza delle arance” ed eccomi a voi per raccontarvelo.
Sia alla televisione (per chi la guarda) che nei libri gialli siamo abituati ad avere a che fare con commissari di polizia uomini, nella mia discretamente lunga esperienza di thrillers non avevo ancora mai trovato, a parte l’intramontabile miss Marple di Agatha Christie che però è un’investigatrice, una commissaria donna: e a colmare questo vuoto ha pensato Gabriella Genisi, barese doc, che ha inventato la straordinaria figura di Lolita Lobosco, per gli amici Lolì, commissaria di polizia a Bari “36 anni, occhi sempre accesi, lunghi capelli corvini e una quinta di reggiseno che negli uomini evoca la pienezza dei frutti mediterranei” come recita la seconda di copertina.
Prendo in prestito le parole di Gaetano Cappelli dalla quarta di copertina: “Dopo gli arancini di Montalbano, le arance del commissario Lolita. Brusca, solare, ironica, sensuale. Una vera incontrollabile forza della natura”. Mai descrizione fu più azzeccata e calzante perché Lolì è una commissaria che ama profondamente il suo lavoro ma che è profondamente radicata nella sua città con i suoi odori e la sua lingua che l’autrice utilizza in modo delizioso, creando un effetto assolutamente ironico, sia nei dialoghi di Lolita sia con i suoi collaboratori che durante gli interrogatori dell’inchiesta che le viene affidata e che si presenta subito alquanto difficile e contorta.
Ma la commissaria Lolì col suo fiuto e con la sua caparbietà, sempre colorata della sua straordinaria umanità, riesce a venirne a capo e a d assicurare alla giustizia i veri colpevoli sia di una denuncia, che lei percepisce subito come totalmente infondata, a carico di un medico suo ex compagno di scuola, che dell’omicidio della sua segretaria.
A conclusione di questo divertentissimo giallo Gabriella Genisi, in omaggio al suo ispiratore dichiarato, Andrea Camilleri e il suo commissario Montalbano, pone “Le ricette di Lolì”, veri consigli culinari che hanno come denominatore comune, indovinate un po’? Le arance.