Dolorose considerazioni del cuore di Sandra Petrignani, recensione di Daniela Domenici

dolorose considerazione del cuore

Come molti e molti di voi ormai sanno, da mesi, cerco, per mia scelta volontaria, nella mia biblioteca preferita, soltanto libri di autrici italiane, possibilmente contemporanee, e spesso sconosciute a me fino a quel momento.
E quasi sempre sono splendide scoperte, talvolta qualche delusione ma raramente, devo dire, …il libro che ho scelto ieri, he ho divorato e che mi ha fatto innamorare si pone in pole position tra quelli che ho più amato fino a oggi: è “Dolorose considerazione del cuore” di Sandra Petrignani la quale, leggo nella biografia in quarta di copertina, è giornalista culturale e scrittrice, autrice, oltre che di quest’opera del 2009, di altre quattro precedenti.
La protagonista è una donna, Tina, che racconta all’amatissima amica Vittoria, ritrovata dopo tre anni di distacco, cosa le sia successo in quegli anni, le narra “i fatti, il disordine e i ricordi”. Tina vuole “ricondurre a un unico, ricorrente malamore i tanti modi in cui ha amato” e per far questo recupera dai suoi cassetti brani di romanzi incompiuti che intreccia, in modo assolutamente straordinario e commovente, con il suo presente per lei insopportabile. Alla fine Tina arriva a definirsi una borderline dell’amore per la sua caotica vita sentimentale in cui “gli affetti vivono di strappi e tormentosi ritorni”.
Totalmente affascinata dallo stile narrativo di Sandra Petrignani, avvincente, coinvolgente e commovente, un’autobiografia, in forma di carteggio con l’amica Vittoria, fluida e scorrevole (senza alcuna delle frequenti manchevolezze che mi capita di trovare in veste di correttrice di bozze ed editor), da cui non si vorrebbe assolutamente riemergere, “un romanzo intenso e struggente sulla difficoltà di amare e conoscersi”.
Concludo citando alcune frasi tratte da pag.157 “ora abbandono il rifugio, quell’utero ovattato, morbido e caldo dove ho lasciato al cuore carta bianca. Torno a cercare un punto di equilibrio fra due poli: le fredde osservazioni della mente e le dolorose considerazione del cuore……il mio problema è l’eccesso del mentale in me. Bisogna fare spazio al corpo, alle sue dirette sensazioni, alla sua naturale saggezza. Corpo e cuore, non opposti…”: grazie, Sandra, per queste tue dolorose ma struggenti considerazioni del cuore che, in molti punti, sento totalmente consonanti.