Susanna Malkki: la prima donna nella storia a dirigere l’orchestra della Scala, di Martino Madelli

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Ci sono voluti 233 anni perché il gentil sesso riuscisse a far breccia nel mondo tradizionalmente maschile del teatro alla Scala di Milano, ma alla fine è successo. Lei è Susanna Mälkki, ed è la prima donna ad aver diretto un’orchestra dal palco de La Scala di Milano. Giovane finlandese classe 1969, direttrice musicale dell’Ensemble InterContemporain di Pierre Boulez, la Mälkki è stata fortemente voluta da Luca Francesconi, con cui aveva già in passato lavorato, per dirigere la prima assoluta del Quartett, opera tratta dall’omonima pièce di Heiner Müller a sua volta liberamente ispirata a Les Liaisons Dangereuses (Le relazioni pericolose) di Pierre-Ambroise-François Choderlos de Laclos.

Susanna MälkkiSusanna Mälkki. Foto: MITO SettembreMusica

Andata in scena dal 26 aprile al 7 maggio, la Pièce è un melodramma condito di testi e situazioni piccanti realizzato interamente, libretto in lingua inglese compreso, da Luca Francesoni. Un atto unico diviso in tredici scene in cui due orchestre si alternano e si integrano durante un’intensa ora e mezza di musica. Mentre Susanna Mälkki ha diretto l’orchestra di fronte al palco, un altro direttore, Jean-Michael Lavoie, l’ha seguita conducendo una seconda orchestra, più ampia ma nascosta al pubblico.

Una novità più che azzeccata visto il grande successo che la Mälkki e la pièce hanno riscosso: posti esauriti per tutte le rappresentazioni e cinque minuti di applausi per la prima assoluta.

Finalmente, una donna

«Arrivare alla Scala è sicuramente un riconoscimento importante per chiunque, uomo o donna». Se a dirlo è la stessa Susanna Mälkki, in un’intervista al quotidiano Repubblica, bisogna crederci. Ma essere la prima donna a dirigere un’orchestra in quello che è da tutti considerato il tempio della lirica vale anche qualcosa di più, è un traguardo che coinvolge tutte le donne e che è destinato a lasciare il segno.

Si tratta di un passo importante che aprirà le porte a quel cambiamento che era ora coinvolgesse anche il mondo della musica classica, come ricorda la stessa Mälkki: «I cambiamenti sono lenti e complessi. La musica classica è un ambiente conservatore, legato ai valori del passato. È un problema storico, culturale, sociale. Quanto ci abbiamo messo noi donne a ottenere il diritto al voto? Non dico che ci vorrà altrettanto per avere parità nella musica, ma per colmare il ritardo sono necessari tempo e determinazione. Intanto questo mio debutto ha un grande valore simbolico».

Un successo che certo non si raggiunge per caso ma che nasce da un grande impegno portato avanti con costanza e passione da chi ha dedicato la sua vita alla musica: dopo aver studiato all’Accademia Sibelius di Helsinki, una delle migliori di tutta la Finlandia, ed essersi distinta come violoncellista, la Mälkki decide di optare per la direzione d’orchestra, un “superstrumento” che sente più suo : «Tendo a pensare in modo polifonico, amo la complessità, il meccanismo nel suo insieme dove ogni cosa deve avere il suo posto e la sua logica». Inizia così a dirigere, preferendo la musica contemporanea alla classica, che però non trascura mai, arrivando a conquistare i palcoscenici europei e, ultimo per ora, quello scaligero di Milano.

Un direttore d’orchestra in pantaloni

A guardarla mentre dirige, saltano subito all’occhio la fierezza, la sicurezza e la passione che la Mälkki letteralmente trasmette all’orchestra e al pubblico. Sul palco non sembra esserci posto per nessuna incertezza. Eppure, giù da quel palco è la stessa direttrice a voler sottolineare di non essere una superdonna, descrivendo così l’incredulità del momento in cui le è stato annunciato che avrebbe diretto alla Scala di Milano: «Quando ho ricevuto la telefonata sono rimasta senza fiato, ho chiesto al mio interlocutore di ripetere più volte ciò che mi stava dicendo».

Donna e direttore d’orchestra, quasi due ruoli distinti secondo qualcuno. E così la sera del 26 aprile scorso chi ha potuto per la prima volta vedere una donna dirigere un’orchestra alla Scala forse non si aspettava di vedere un’elegante donna in pantaloni. Che Susanna Mälkki non se la sia sentita di rompere troppo con la tradizione presentandosi in vestito lungo? Niente affatto, la tradizione non centra, si tratta di lavoro e professionalità chiarisce il direttore: «Il vestito da sera va saputo indossare. Quando dirigo non posso occuparmi del portamento. Molto meglio i pantaloni».

da http://www.finlandia.it

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