Le merendanze di Clara Sereni – Rizzoli 2004, recensione di Daniela Domenici

le merendanze

Cosa siano le “merendanze”, questo delizioso neologismo, creato ad hoc dall’autrice, che dà un’idea di gioco, condivisione e tanto altro ancora, non ve lo dirò, lo scoprirete da sole/i leggendo questo splendido libro, per me il secondo, di Clara Sereni (faccio come i gamberi: li sto leggendo al contrario, dal più recente al più “datato”) che mi ha avvinto a tal punto da divorare le sue 236 pagine in poche ore.
Ancora una volta l’autrice ha creato un romanzo corale in cui narra le storie di vita di 5 donne, Caterina, Francesca, Giulia, Laura e Lucilla, “e poi tante altre, diverse: che arrivano da altri mondi, da lontano, con storie amare alle spalle e davanti a sé un futuro incerto…”, Liuba, Svetlana e Valentina: tutte insieme, lentamente e con tanta fatica, superando pregiudizi, ritagliando nuovi spazi nella loro quotidianità, riusciranno a dar vita a un progetto che nasce “da un impulso, da un primo incontro, come un’avventura…” e che non vi anticipo ma che ha a che fare con le “merendanze” del titolo…
Ognuna di queste 5 donne ha una sua storia che Clara Sereni, con il suo caratteristico tocco delicato, ci narra con un sapiente uso dei dialoghi e con l’escamotage di brevissimi capitoli che non hanno titoli ma solo una numerazione progressiva.
Giulia, Laura, Lucilla, Francesca e Caterina, pur avendo vite familiari diverse, hanno un denominatore comune: la solitudine e il desiderio di comunicare, di dare e ricevere un’attenzione e un affetto più appaganti…insomma “una storia di donne, di passioni sghembe e di incontri non scontati…”: ed è semplicemente perfetta l’immagine conclusiva, scelta dall’autrice, di tutte queste donne, le 5 italiane e le altre straniere, che sono “tante statue di sale, indecise tra restare e andare. Vicine e lontanissime, ciascuna con i propri pensieri…” che iniziano a prendersi, silenziosamente, per mano a formare una specie di cerchio, di girotondo immobile ma infinitamente commovente.